Dieta mediterranea: scioglie il grasso accumulato nel fegato

Una ricerca attesta i benefici sul fegato della dieta mediterranea: ecco come e perché questo regime alimentare scioglie i grassi in questo organo

Scoperti nuovi benefici della dieta mediterranea: può ridurre del 40% il grasso accumulato nel fegato.

Stando a quanto riporta Adnkronos, a rivelarlo è una ricerca condotta all'Università Federico II di Napoli, presentata al Congresso dell'Associazione europea per lo studio del diabete (Easd) a Barcellona.

Il nostro studio di intervento nutrizionale controllato - ha illustrato Angela Albarosa Rivellese, membro della Società italiana di diabetologia (Sid) e professore ordinario di Scienze tecniche dietetiche applicate nell'ateneo campano - dimostra chiaramente come sia possibile ridurre di ben il 40% l'accumulo di grasso presente nel fegato di pazienti con diabete tipo 2 con una strategia nutrizionale multifattoriale, che ricorda la vera dieta mediterranea, quella seguita più di 50 anni fa. Questo risultato è estremamente importante dal punto di vista clinico, sia per l'elevata frequenza della steatosi epatica nel diabete sia perché, almeno al momento, non esistono altre strategie terapeutiche che abbiano dimostrato una tale efficacia”.

La dieta mediterranea è infatti un regime multifattoriale, che prevede carboidrati a basso indice glicemico come cereali integrali e legumi, acidi grassi monoinsaturi nell’olio d'oliva, acidi grassi, omega 3 e omega 6 nel pesce e nella frutta secca a guscio, vitamine e polifenoli che si trovano in frutta, verdura, tè, caffè. Questo regime alimentare può contrastare quindi la steatosi epatica non alcolica - ossia l’accumulo di grasso nel fegato - che è presente nel 70% dei pazienti affetti da diabete di tipo 2.

Il nostro gruppo di ricerca - ha chiarito Giuseppe Della Pepa del Dipartimento di Medicina clinica e Chirurgia della Federico II - ha dimostrato come una dieta ricca in particolare di acidi grassi monoinsaturi, presenti nell'olio d'oliva, riduca il contenuto epatico di grasso nei pazienti con diabete tipo 2”.