Gli effetti del cambio dell’ora sulla nostra salute

Il passaggio dall’ora legale a quella solare ha risvolti negativi sul nostro organismo. Compromette la qualità del sonno e ci rende maggiormente irritabili e vulnerabili. Gli esperti si dichiarano favorevoli a mantenimento dell’ora legale tutto l’anno. Scopriamo perché

Il 30 agosto la Commissione europea ha elaborato una consultazione sulla decisone di abolire o meno il doppio cambio di orario attualmente in vigore in tutti gli Stati membri.

La consultazione ha coinvolto 4, 6 milioni di persone che hanno espresso voto favorevole all’abolizione del cambio. Prossimamente la Commissione proporrà al Parlamento e al Consiglio europei di lasciare la libertà di scelta ad ogni Stato che potrà adottare il regime che preferisce. Ad essere favorevoli all’abolizione del cambio sono soprattutto i Paesi del Sud che prediligono l’ora legale.

È nel solstizio destate che abbiamo a disposizione più ore di luce. Le nostre giornate si fanno più lunghe, produttive e qualitative. Il sole sorge alle 4, 30 e tramonta alle 20. Per usufruire al massimo di queste ore di luce è stata introdotta l’ora legale che dal mese di marzo ad ottobre ci fa spostare le lancette di un’ora in avanti. L’ora legale fu introdotta in Italia a partire dal 1966 e ha regalato un risparmio energetico di circa 560 milioni di kwatt di energia che equivalgono a circa 120 milioni di euro risparmiati dalle famiglie e dalle aziende italiane.

Quando si passa dall’ora legale a quella solare o viceversa, il nostro organismo inevitabilmente ne risente. Si percepisce un piccolo “effetto jet lag” che può durare dai due ai cinque giorni. Dell’ora legale (lo spostamento delle lancette in avanti) ne beneficiano coloro che si svegliano presto la mattina e che vanno a dormire prima. Al contrario dell’ora solare (le lancette vengono riportate di un’ora indietro) ne godono coloro che fanno fatica ad addormentarsi la sera e la mattina si svegliano tardi.

Il cambiamento d’orario aumenta il rischio di malattie cardiovascolari a causa della produzione di cortisolo (ormone dello stress) e influisce molto sull’umore redendoci irritabili e vulnerabili. Questo cambiamento incide anche sulla qualità del sonno. Nel periodo da marzo ad ottobre, periodi che coincidono con il cambio d’orario, aumentano i casi di insonnia, stanchezza eccessiva, depressione, difficoltà di concentrazione.

Molti esperti del sonno sono favorevoli al mantenimento dell’ora legale tutto l’anno. Avendo a disposizione più luce durante le giornate, le persone producono più serotonina (l’ormone della felicità), si muovono di più, sono propense a fare passeggiate e trascorrere ore piacevoli all’aperto. Ciò ha risvolti positivi anche nel campo delle relazioni sociali, sul benessere personale e sull’umore.

Commenti

fifaus

Mar, 09/10/2018 - 19:14

io mo fido più della natura che degli esperti.I contadini i pastori hanno sempre seguito l'andar del Sole.