Il fumo danneggia le cellule deputate alla memoria

Uno studio olandese ha esaminato circa 2.000 persone anziane, scoprendo come il fumo e il diabete possono danneggiare irrimediabilmente la memoria, agendo sul cervello

Il fumo danneggia la salute: questo è assodato già da tempo, soprattutto per quanto concerne il cuore e i polmoni. Oggi, però, c'è una preoccupazione in più che riguarda la memoria. Uno studio olandese ha constatato che il fumo ostruisce un'area del cervello fondamentale per il ricordo. Si tratta, nello specifico, di un accumulo di calcio nella zona dell'ippocampo che si occupa di immagazzinare tutto il nostro vissuto, recente e passato. La ricerca è stata condotta su quasi 2.000 persone anziane con un'età media di 78 anni, seguite presso una clinica specializzata tra il 2009 e il 2015, ed è stato scoperto che coloro i quali fumavano, o erano diabetici, avevano un rischio maggiore di presentare queste calcificazioni.

Questo risultato, dunque, può spiegare il legame tra sigarette e demenza ed essere una motivazione in più per smettere di fumare. Tra le malattie che riguardano la demenza si può annoverare sicuramente la più comune di tutte, ossia l'Alzheimer. L'autore principale dello studio - la dottoressa Esther de Brouwer, geriatra presso il centro medico universitario in Olanda - ha dichiarato: "Sappiamo che le calcificazioni nell'ippocampo sono comuni, soprattutto con l'aumentare dell'età. Tuttavia, non sapevamo se le calcificazioni nell'ippocampo fossero legate alla funzione cognitiva".

Lo studio, pubblicato sulla rivista Radiology, ha utilizzato scansioni del cervello all'avanguardia per esplorare il ruolo delle calcificazioni ippocampali nella demenza. Infine, De Brouwer ha precisato che: "Una scansione TC multiplanare consente di vedere l'ippocampo in diversi piani anatomici; per esempio dall'alto verso il basso, da destra verso sinistra e da davanti a dietro. Prima delle scansioni TC multiplanari, le calcificazioni dell'ippocampo venivano spesso scambiate per calcificazioni del plesso coroideo. Quindi con le scansioni TC multiplanari, le calcificazioni ippocampali si distinguono meglio dalle calcificazioni in altre aree."

I 1991 pazienti sono stati sottoposti a test cognitivi e a scansioni TC e in circa un quinto sono state riscontrate placche di calcio. Sempre la dottoressa de Brouwer ha affermato: "Pensiamo che il fumo e il diabete siano fattori di rischio. In un recente studio di istopatologia, calcificazioni ippocampali sono risultate essere una manifestazione di malattia vascolare. È noto che il fumo e il diabete sono fattori di rischio per le malattie cardiovascolari. È quindi probabile che il fumo e il diabete siano fattori di rischio per calcificazioni ippocampali".