Via libera allo sport Solo il calcio è vietato

Chi è operato deve evitare attività ad alto impatto

Potrò tornare a fare dello sport? A quali rischi vado incontro dopo aver messo una protesi al ginocchio? Lo sci è compatibile con una protesi di anca? Sono tra le tante domande che gli ortopedici, i traumatologi, i medici dello sport si sentono rivolgere da chi ha messo una protesi al ginocchio o all'anca ed ha praticato dello sport a livello amatoriale.

«Fino agli anni '90 chi metteva una protesi a causa di un evento traumatico poteva dire addio allo sport: ma oggi non è più così - afferma il dottor Antonio Fusari traumatologo e medico dello sport dell'Università Federico II di Napoli sia per le tecniche operatorie completamente diverse, sia per il tipo di protesi più piccole e decisamente meno invasive e sia per i materiali con cui questi dispositivi sono stati realizzati».

Nel secolo scorso un malato poteva ritenersi soddisfatto se riusciva a camminare senza problemi ed a compiere solo in parte alcuni movimenti di rotazione e flessione del busto. «Oggi la richiesta di movimenti del tutto simili a prima del trauma subito è in costante aumento aggiunge Fusari e il malato vuole continuare a fare sport, a muoversi in modo naturale. Certo nessuno può pretendere di tornare a come era prima ma andare in palestra, sciare, nuotare sono attività che il paziente può tranquillamente fare, pur con delle accortezze e con delle limitazioni come ad esempio giocare a tennis o correre dove lo sforzo e la elasticità del sistema muscolo scheletrico viene duramente sollecitato. In questo caso d'accordo con lo specialista la persona potrà svolgere numerose attività ginnico-sportive».

Con la raccomandazione che diverse attività sportive ad alto impatto che possono «portare ad un danneggiamento protesico come il calcio, l'atletica, basket, pallavolo, lotta e simili sono comunque sconsigliati. Conta molto il materiale di costruzione della protesi, dove questa è stata impiantata, la tecnica chirurgica che si effettua per un impianto protesico ma l'ultima parola spetta allo specialista per un benestare o un divieto, e sempre dopo aver fatto una specifica riabilitazione per la completa rieducazione dell'arto».

MP