Linfedema, conoscerlo per poterlo affrontare

La malattia causa gonfiori per la stasi linfatica in modo cronico. Chi è esposto e a chi rivolgersi

Beatrice Coppola

Non se ne parla molto ed è un peccato, perché non essendo una patologia così rara, con un'incidenza oltretutto sempre crescente, è importante offrire una valida informazione a quelle 40mila persone che ogni anno devono affrontare il linfedema. Si tratta di un'alterazione del sistema linfatico che, per una buona percentuale dei casi, interessa pazienti che sono stati colpiti da tumori della mammella, ginecologici, urologici, da melanoma e da sarcoma e che, di conseguenza, hanno dovuto affrontare uno svuotamento dei linfonodi ascellari, inguinali e pelvici. Proprio per aumentare la consapevolezza su questa malattia e per rassicurare le persone che ne sono state colpite, illustrando loro le nuove possibilità terapeutiche, è stata promossa, per la prima volta in Italia, dalla Beautiful After Breast Cancer Italia Onlus, il LymphAday (Lymphadema Awareness Day), la Giornata Mondiale del linfedema, istituita già lo scorso anno dal Senato Usa.

Al Policlinico Gemelli di Roma, dove Marzia Salgarello, direttore UOC Chirurgia Plastica e presidente della BABC, ha aperto,nel 2016, il Centro per il Trattamento Chirurgico del linfedema, il prossimo 6 marzo si approfondiranno gli aspetti, le complicazioni fisiche e psicologiche di una malattia spesso invalidante, presentando le possibili soluzioni a un problema anche estetico che crea disagio.

Come si manifesta questa patologia? Pensate al nostro sistema linfatico: è una rete di vasi nei quali circola fluido che trasporta proteine, liquidi e lipidi dagli spazi interstiziali al sistema circolatorio del sangue, dove qualsiasi interruzione provoca ristagni e rigonfiamenti. Il linfedema à una malattia del sistema linfatico caratterizzata dall'avere braccia o gambe gonfie per la stasi linfatica in modo cronico. Non tutti i pazienti che vengono sottoposti a interventi e trattamenti oncologici per le patologie sopracitate sono informati sul rischio dell'insorgenza di questa patologia. Occorre, infatti, educare e informare le persone più a rischio, spiegando loro che certi trattamenti, specie nelle fasi iniziali della manifestazione della malattia, potrebbero essere di grande efficacia.

Spesso, invece, il linfedema, a volte anche per il suo lento progredire, viene sottovalutato. Si corre, quindi ai ripari chiedendo interventi a massoterapisti, sottoponendosi a trattamenti drenanti che possano agevolare la circolazione; tutto ciò, però, non basta. Ecco perché occorre sensibilizzare i pazienti, ma anche gli addetti ai lavori e i media circa l'importanza della diagnosi e del trattamento precoce di questa patologia, che ha un forte impatto personale e sociale per chi ne è affetto.

Il linfedema, sovente motivo di limitazione della propria attività sportiva, ma anche lavorativa, induce, a volte, a convivere con stati ansiosi o depressivi, rendendo difficili le relazioni interpersonali.

«La giornata è l'occasione per ribadire l'importanza della microchirurgia nel trattamento di questi pazienti spiega Marzia Salgarello -. Bisogna informare sulle possibilità di cura per i pazienti sopravvissuti alla malattia tumorale, ma poi affetti dalle conseguenze della terapia chirurgica salvavita, quale è l'accumulo di linfa negli arti dopo l'asportazione dei linfonodi».

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