Mangiar meglio, meno, tutti

È lo slogan coniato al recente Forum. Più obesi in Italia

Un nuovo paradigma s'insinua in cucina. Il gusto non basta più a qualificare la bontà di un piatto, ma occorrerà tenere d'occhio la virtuosità nel produrre i cibi, la qualità nel distribuirli e nella morigeratezza e l'attenzione con le quali mangiarli. Sono, insomma, i Paesi dove l'agricoltura è più sostenibile, si spreca meno il cibo (e si adottano politiche innovative per combattere lo spreco) e si mangia in modo più equilibrato, senza eccessi e carenze, attenti alla propria salute e a quella del pianeta, a farla da padrone nell'indagine sulla sostenibilità alimentare, che ha stabilito un «indice» di valutazione, Food Sustainability Index (FSI), voluto dalla Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition (BCFN) e realizzato da The Economist Intelligence Unit (EIU) - il centro di ricerca del gruppo editoriale The Economist insieme all'organismo del colosso di Parma. Un indice unico nel suo genere, che rivoluziona la visione del cibo, come lo conosciamo e che, per la prima volta, analizza le scelte alimentari del Pianeta, non solo sulla base del «gusto», ma anche del valore complessivo che il cibo rappresenta.

Così l'Italia scivola al sesto posto in fatto di nuovi parametri nel piatto. Buona la nostra sostenibilità del sistema agricolo, ma l'eccessiva alimentazione e l'obesità infantile sono due problemi in crescita. La Francia guida la classifica, seguita da Giappone e Canada. India, Nigeria ed Etiopia sono di fronte a difficili sfide nutrizionali, mentre Emirati Arabi, Arabia Saudita e Usa hanno i più alti livelli di obesità e di spreco di cibo per abitante. Presto verrà messo a punto anche un «indice di monitoraggio» per le grandi città del mondo.

«Lo slogan che abbiamo scelto per questo Forum BCFN è Mangiare Meglio. Mangiare Meno. Mangiare Tutti perché racchiude il nostro pensiero. Se mangiamo meglio, a goderne non sarà solo la nostra salute, ma anche il nostro Pianeta spiega Guido Barilla, presidente di BCFN l'indice servirà a farci capire dove si mangia meglio al mondo, non in termini di gusto, di sostenibilità del sistema alimentare, permettendo agli studiosi e ai decisori politici di capire come orientare ricerche e scelte politiche».

La ricerca - svolta in 25 Paesi, che rappresentano oltre i 2/3 della popolazione mondiale e l'87% del Pil globale, sulla base di 58 parametri in tre ambiti di ricerca - agricoltura sostenibile, sfide nutrizionali e spreco di cibo - è stata presentata durante il settimo Forum internazionale sul cibo e la nutrizione, promosso dalla Fondazione, presenti i maggiori esperti sull'argomento, provenienti da ogni continente. Al centro dei dibattiti il paradosso alimentare tra obesità e sprechi, da un lato, povertà e fame, dall'altro.

FdM