La minaccia dei superbatteri: fanno un morto ogni 3 secondi

Nel 2050 i "superbatteri" uccideranno una persona ogni 3 secondi. Jom O'Neill: "Basta prendere antibiotici come se fossero caramelle"

La Terra è minacciata dai superbatteri. Sono sempre più resistenti e, per questo, sempre più letali.Tanto che, secondo il rapporto Review on antimicrobial resistence commissionato dal governo britannico, nel 2050 arriveranno a uccidere una persona ogni 3 secondi. Un semplice taglio arriverà a provocare infezioni mortali. Ed effettuare sia un semplice operazione di trapianto diventerà del tutto impensabile. Piomberemmo così in un'era senza antibiotici che farà almeno 10 milioni di morti.

Il report sulla resistenza microbiotica ha alzato il livello di guardia invitando la comunità scientifica a intervenire il più presto possibile: "È necessaria una vera e propria rivoluzione nella concezione e nell'uso degli antibiotici". Il rischio è che si creino superbatteri resistenti agli antibiotici e a qualsiasi cura conosciuta. Tanto potenti da causare più morti del terrorismo. Se da una parte le case farmaceutiche non si stanno studiando nuovi antibiotici efficaci, dall'altra gli antibiotici in commercio stanno perdendo il potere curativo. L'abuso e il cattivo uso di questi farmaci sta, infatti, contribuendo a rafforzare i batteri. La situazione rischia di degenerare molto presto. Dieci milioni di persone potrebbero morire per una semplice infezione. "Dobbiamo informare in vari modi, in tutto il mondo - ha spiegato alla Bbc l'economista Jom O’Neill che ha guidato la ricerca - perché è cruciale che si smetta di dare antibiotici come fossero caramelle. Se non risolviamo il problema torneremo al medioevo e molte persone moriranno".

Dal 2014 a oggi, secondo il report pubblicato anche dall'Huffington Post, sono già morte più di un milione di persone a causa di infezione correlate alla resistenza agli antibiotici. "Nel 2050 si potrebbe arrivare a 10 milioni di vittime all'anno, più del cancro.", è il pronostico degli studiosi che invitano a un uso più consapevole degli antibiotici e a "evitare gli eccessi che favoriscono la proliferazione dei superbatteri".