La nostra bocca parla anche se stiamo zitti (e dice come stiamo)

Le condizioni di lingua e denti sono un campanello d'allarme: rivelano i disturbi di tutto l'organismo

Fuori la lingua. E' rosea, bianca o gialla? E i denti? La bocca parla anche quando stiamo zitti, rivelando i disturbi dell'organismo. Sanno consultarla i medici, con un abbassalingua e una torcia a penna. E a volte anche una visita dal dentista può servire non solo a curare le carie ma a prevenire o diagnosticare per tempo malattie in altre parti del corpo.

UN TERMOMETRO A COLORI

Bocca amara? Ci segnala che potremmo soffrire di gastrite, di reflusso gastroesofageo o di ulcera, oppure di una patologia del fegato. Brucia? La sindrome della bocca urente, che spesso si riscontra nelle donne in menopausa, può essere associata a carenze nutrizionali o diabete, ad ansia cronica o ad allergie da cibo, ed è studiata in rapporto a disturbi psichiatrici.

Una recente ricerca che ha coinvolto specialisti dell'ospedale San Paolo e del Policlinico di Milano e di diverse università italiane (Napoli, Roma, Parma, Trieste, Bologna, Palermo, Torino e Foggia) ha identificato il profilo psicologico di chi soffre di questo problema: depressione, ansia, e disturbi del sonno nel 78% dei pazienti.

I segnali che l'organismo affida alla bocca sono numerosi. Le afte sono a volte sintomo della celiachia o del morbo di Crohn, gengive pallide e sanguinanti possono indicare malattie del sangue. Se la lingua sana è rosea e liscia ai margini, le varianti di colore funzionano da cartina di tornasole di possibili malanni: bianca per infezioni o patologie dell'apparato digerente, gialla per disturbi al fegato, aree bianche per il mughetto. Se è pallida può esserci anemia, se è «a fragola» la scarlattina, se a «carta geografica» (macchie rosse con bordi bianchi o giallastri) non c'è una cura specifica, ma può essere associata a psoriasi, asma, allergie. Se è arrossata e liscia, le cause possono essere una infezione o l'esposizione a fumo, alcol, alcuni farmaci; se è nera il problema può essere uno sviluppo batterico, la gastrite o il fumo, se invece è secca il diabete.

DENTI COME SENTINELLE

Secondo recenti stime, il 90% di chi è colpito da diabete mellito ha manifestazioni orali di questo disturbo, eppure sono spesso trascurate: malattia parodontale, perdita di denti, secchezza, carie, disturbi del gusto e della salivazione. La raccomandazione degli specialisti quindi è di aggiungere agli altri interventi sullo stile di vita anche regolari controlli dei denti e di rafforzare l'igiene orale, coinvolgendo il dentista nel team di medici che assiste il paziente.

Se infatti comunemente l'igiene orale si identifica con la cura dei denti e delle gengive, in via separata rispetto alla salute del resto dell'organismo, il richiamo dei ricercatori e dei clinici è di mutare prospettiva: i segnali della bocca possono avere un impatto sulla salute generale, una visita dal dentista può essere determinante per un intervento tempestivo da parte di altri specialisti. E' il National Institute of Dental and Craniofacial Research, negli Stati Uniti, ad avere di recente richiamato, sulla prestigiosa rivista Jama, alla «importanza della salute orale in una cura della salute complessiva» perchè una bocca senza dolori è alla base «di una buona nutrizione e della possibilità di dormire e di concentrarsi nello studio e sul lavoro». Per questo al medico «bastano una torcia a penna, un abbassalingua e una garza per eseguire un semplice esame orale»: 5 minuti per identificare non solo segni di poca igiene orale ma anche di altri problemi di salute. Ci sono anomalie alle mucose che possono preludere a neoplasie, sintomi che possono indicare un problema sistemico ma anche una risposta inappropriata a una terapia: per esempio, la secchezza delle fauci può colpire persone che assumono farmaci anti ipertensivi, le carie ai denti possono essere correlate all'uso di metanfetamine.

BANDO AL FUMO E AI GIOIELLI

Secondo un programma di ricerca del National Center for Health Statistics statunitense, presenta carie il 91% degli adulti americani. Nella popolazione pediatrica, le carie sono il disturbo cronico più diffuso: tocca il 25% dei bimbi fra i due e i cinque anni, circa la metà dei ragazzini fra i 12 e i 15 anni; fra gli adulti, uno su quattro riconosce di avere carie non curate, che possono sempre portare a dolore, perdita dei denti e infezioni. Fra gli anziani, uno su quattro ha perso tutti i denti, compromettendo anche la propria alimentazione. Ore di lavoro perse dalla popolazione adulta per andare dal dentista? 164 milioni all'anno. Le linee della prevenzione per le banalissime carie, oltre che il controllo del dentista, sono le stesse di alcune delle patologie più gravi dell'organismo: dieta equilibrata, no a fumo, alcol, stress. Carie e problemi gengivali, rilevano gli specialisti, condividono infatti gli stessi fattori di rischio delle malattie cardiovascolari e dei tumori.

Il fumo ad esempio, oltre che essere legato ad alitosi, bocca amara, denti ingialliti, è associato ad un maggiore rischio di infiammazioni come le malattie gengivali. Secondo uno studio condotto su oltre 65mila studenti, anche l'uso della sigaretta elettronica è associato a disturbi alla bocca: il tasso di denti rotti o scheggiati fra chi ne fa uso quotidiano è significativamente superiore a quello registrato fra gli altri giovani. Non va meglio a chi sceglie il piercing alla lingua. Nei giovani con la lingua forata da un gioiello i danni ai denti aumentano del 12% e il rischio di recessione gengivale aumenta di 11 volte.