Occhio secco, gli ingredienti dei cosmetici possono peggiorarlo

L'Oms ha definito questo disturbo come uno tra i più ignorati e sottovalutati della società moderna

La sindrome dell'occhio secco è una patologia determinata dalla disidratazione cronica della congiuntiva e della cornea che ne provoca l'irritazione. Principalmente è dovuta ad una riduzione quantitativa o ad un'alterazione qualitativa del film lacrimale che ricopre l'occhio e che, di norma, lo lubrifica e lo protegge. La scarsa produzione o l'eccessiva evaporazione delle lacrime può essere una conseguenza di blefariti, congiuntiviti e altre malattie infiammatorie dell'organo. L'occhio secco può inoltre essere associato a patologie sistemiche come la sindrome di Sjögren, il lupus eritematoso sistemico e l'artrite reumatoide. Altresì il disturbo è tipico in età avanzata, nelle donne in menopausa, in chi fa uso protratto di lenti a contatto, colliri o determinati farmaci sistemici. Svariati sono i sintomi: prurito, bruciore, irritazione, fastidio alla luce. Possono manifestarsi anche offuscamento della vista, sensazione di corpo estraneo, difficoltà nell'apertura della palpebra al risveglio, dolore, iperemia oculare, affaticamento e comparsa di muco. Nei casi più gravi l'occhio è esposto ad un maggiore attrito e ad un maggior rischio di infezioni. La situazione può degenerare fino alla comparsa di cicatrizzazioni e ulcerazioni. La diagnosi è clinica. L'esame oculistico rileva infatti eventuali alterazioni della congiuntiva e del film lacrimale. Il trattamento si basa sulla somministrazione di lacrime artificiali o di gel umettanti. Fondamentale è poi la correzione delle patologie di base, oculistiche e non.

La Tear Film & Ocular Surface Society (TFOS), nell'ambito del convegno "European TFOS Ambassador Meeting - Malattie della superficie oculare: bisogni insoddisfatti e future soluzioni scientifiche e cliniche" tenutosi a Roma il 21 settembre scorso, ha presentato numerosi documenti preparati da esperti internazionali sulla malattia dell'occhio secco. Sono state affrontate svariate tematiche su quello che l'OMS ha definito "tra i più ignorati e sottovalutati disturbi della società moderna". In particolare si è focalizzata l'attenzione sul makeup, utilizzato dal 75-80% delle donne. Queste ultime spesso dimenticano che i cosmetici hanno una data di scadenza che garantisce la sicurezza degli ingredienti e la durata della capacità dei conservanti di evitare le contaminazioni. Il 90% del sesso femminile utilizza il makeup ben oltre la data di scadenza, il 50% non la legge e il 20% non sa nemmeno che esiste. Tale comportamento aumenta il rischio di contaminazione da parte di batteri patogeni in grado di scatenare blefariti e congiuntiviti. I cosmetici possono altresì divenire nemici del film lacrimale a causa delle loro microparticelle che migrano sulla superficie oculare. Il mascara sembra essere l'indagato speciale. Dopo 3 mesi di utilizzo, infatti, i microbi sono presenti sul 30% degli scovolini. Non si deve sottovalutare nemmeno la presenza di alcuni ingredienti che possono contribuire a rendere più sottile lo strato oleoso del film, favorendo così una più rapida evaporazione e contribuendo di conseguenza alla secchezza.