La patologia dell’occhio secco in aumento in Italia

Circa il 75% degli italiani soffre della patologia dell’occhio secco. La causa principale è l’abuso del digitale. Se non curata in tempo può provocare seri danni alla cornea e alla capacità visiva

La patologia dell’occhio secco è stata considerata un’epidemia metropolitana, o meglio ancora padana.

Le cause di questa patologia, sempre più in aumento, sono da imputare all'overdose digitale. Tra gli altri fattori determinanti vi è l'abuso di aria condizionata o riscaldamento e lo smog. A soffrirne è circa il 75% degli italiani, con punte dell'83% fra chi abita in Pianura padana. È quanto emerge da uno screening nazionale che ha coinvolto 745 persone di 11 regioni della Penisola. Esse sono state sottoposte a controlli gratuiti nei 16 centri che lungo lo Stivale hanno aderito alla quarta campagna di prevenzione e diagnosi promossa dal Cios (Centro italiano occhio secco) di Milano. L’iniziativa è stata organizzata in collaborazione con la clinica Oculistica dell'Università dell'Insubria di Varese.

Dai risultati raccolti durante l’iniziativa è emerso che quasi 2 italiani su 10 soffrono o potrebbero ammalarsi di questa patologia. Essa può causare da danni progressivi della cornea fino al crollo della capacità visiva. Tra i fattori di rischio per l'occhio secco si confermano età (gli over 50 sono più colpiti), sesso (donne più esposte), alterazioni ormonali, malattie sistemiche, fumo e alcol. A questi si aggiunge l'inquinamento atmosferico, il lavoro in ambienti con aria condizionata oppure molto ventilati o secchi, e l'uso prolungato di dispositivi dotati di schermo luminoso.

Il 20% dei pazienti che soffrono di occhio secco trascorrono oltre 6 ore al giorno in un ambiente condizionato. Inoltre utilizzano dispositivi elettronici come smartphone e tablet per più di 6 ore quotidiane. Nell'occhio secco la cornea si assottiglia e cambia foggia. Spesso diventa miope. L'astigmatismo irregolare secondo gli esperti crea ulteriori danni alla capacità visiva. Le immagini infatti risultano sfocate e deformate.

La patologia se non viene immediatamente diagnosticata, diventa difficile da curare. Una volta Individuata si può trattare efficacemente con il Cross linking. È una tecnica che ne rallenta l’evoluzione. Consiste nell’ applicare sulla cornea un farmaco chiamato riboflavina, successivamente attivato da una luce ultravioletta Uva. L'azione combinata stimola la cornea a rinforzare i legami fra i tessuti che la compongono. Non ha un'incidenza altissima, ma se non diagnosticata può diventare un serio problema risolvibile solo con il trapianto di cornea.

Per queste e altre patologie dell’occhio la soluzione più efficace ed intelligente è quella della prevenzione. Bisognerebbe limitare l’utilizzo dei dispositivi elettronici, utilizzare occhiali con lenti in grado di schermare la dannosa luce blu. Inoltre non bisogna mai dimenticare di bere tanta acqua perché l’idratazione gioca un ruolo importante in questa patologia.