Paura di nuove epidemie

Va sviluppata la ricerca per curare infezioni come Ebola e Zika

Tensione e allarme per nuove epidemie. Il Graduate Institute of International and Development Studies di Ginevra lancia l'allarme. il mondo è ancora profondamente impreparato ad affrontare nuove epidemie. L'analisi di sette rapporti post-Ebola ha messo in evidenza alcuni difetti non ancora risolti nella macchina organizzativa. Queste le principali aree critiche: scarsa attenzione alle indicazioni del International Health Regulations (Ihr), insufficienti ricerche sull'epidemia e ridotta condivisione delle conoscenze. L'Organizzazione Mondiale della Sanità non ha sviluppato un ampio sistema di risposta immunitaria. I ricercatori inoltre fanno notare che gli scambi di campioni biologici prelevati dai pazienti a scopo di ricerca sono ancora esigui. Gli sforzi dell'Oms sono stati indirizzati verso questioni pratiche, senza affrontate le profonde carenze istituzionali.

«Ebola e più recentemente Zika e la febbre gialla - dicono i ricercatori di Ginevra - hanno dimostrato che non abbiamo ancora un sistema globale robusto e affidabile per prevenire, individuare e rispondere alle epidemie. Al World economic forum di Davos è stato lanciato un appello per finanziare la ricerca e scongiurare future minacce. A preoccupare sono soprattutto la Sindrome respiratoria mediorientale (Mers), la febbre di Lassa e le infezioni da Nipah virus che l'Organizzazione mondiale della sanità ha inserito nella lista delle dieci potenziali future minacce globali.

Agli investitori privati presenti a Davos è stato fatto un appello per finanziare la ricerca con ulteriori 500 milioni di euro oltre ai 460 già stanziati dai governi nella lotta contro le malattie trasmissibili per sperimentare nuovi vaccini. Secondo la Bbc, il Coalition for epidemic preparedness innovations (Cepi)), punta ad ottenere due vaccini sperimentali contro Mers, Lassa e Nipah virus, nei prossimi cinque anni. Tuttavia i processi per creare nuove cure sono lenti e costosi. I casi di Ebola in Africa occidentale e Zika in Sud America hanno evidenziato la poca preparazione nell'affrontare epidemie su larga scala e per questo motivo, sempre secondo il Cepi, è urgente trovare farmaci in grado di bloccare sul nascere nuove epidemie. I tre principali sospettati per future crisi epidemiche sono stati individuati da poco. Il primo caso acclarato di Mers è avvenuto in Arabia Saudita nel 2012, mentre quello di infezioni da virus Nipah nel sud-est asiatico nel 1999. La febbre Lassa era conosciuta prevalentemente in Africa occidentale. Sono tutte patologie di origine animale che si possono trasmettere all'uomo e che in certi Paesi in via di sviluppo, data la forte promiscuità tra le specie, rischiano di esplodere in epidemie. Il 14 giugno 2016 l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha confermato che l'infezione da virus Zika e i disordini congeniti e neurologici associati ad essa costituiscono un'emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale. La febbre da virus Zika è una malattia virale acuta trasmessa da zanzare del genere Aedes, vettore anche di altri virus patogeni per l'uomo come quello della febbre gialla, della denque e della chikungunya. In Italia il vettore potenzialmente più pericoloso del virus Zika è Aedes albopictus, conosciuta come zanzara tigre. Identificato per la prima volta nel 1947 nelle foreste di Zika (Uganda), in una scimmia Rhesus, dal 2015 si diffonde a livello epidemico nelle Americhe, Africa (Capo Verde) e Estremo Oriente.