Prurito: perché ci si gratta?

Il prurito è sintomo - oppure anche conseguenza - di una malattia o di una condizione: ma quali possono essere le possibilità da vagliare da parte dei medici?

La sensazione di prurito è una risposta dell’organismo umano a diverse istanze: quali sono le ragioni che la provocano?

Non c’è una risposta univoca a questa domanda. La pelle avverte prurito per una serie di motivi, alcuni sono più diffusi e altri meno. Probabilmente tra le ragioni più diffuse ci sono delle malattie della pelle, come le dermatiti o l’orticaria, ma anche le punture di insetto. Naturalmente, possono influire anche altri fattori per peggiorare il sintomo, come prodotti per la pulizia troppo aggressivi, tendenza alla pelle secca e scarsa idratazione - e in quest’ultimo caso gli anziani sono tra i più colpiti.

Ci sono poi i pruriti localizzati in alcune zone ben precise della pelle, come quello in corrispondenza degli organi genitali - che magari nascondono un’infezione, come le candidosi o simili - o in corrispondenza dell’ano. Quest’ultimo sintomo è causato dall’acidità del sudore - e infatti peggiora o insorge in estate - ma possono concorrere altre questioni come la scarsa igiene, microlesioni e perfino, nei casi peggiori, un tumore. Nei bambini potrebbe trattarsi invece di parassiti intestinali.

Se la pelle non presenta nulla all’apparenza, può darsi che il prurito dipenda da quello che accade all’interno dell’organismo. Tra le malattie possibili ci sono diabete e disturbi tiroidei, ma anche la possibilità che la produzione di bile sia alterata, irritando la pelle, così come gli acidi urici.

Inoltre, oltre a vari tumori, il prurito può essere sintomo di una malattia neurodegenerativa come la sclerosi multipla, dell’Herpes Zoster o anche di malattie psichiatriche. In quest’ultimo caso non si tratta di un sintomo, ma della conseguenza di tic che sfiorano l’autolesionismo, molto spesso di natura involontaria.