Ricerche avanzate tutte italiane per combattere il morbo di Crohn

Anche in Italia vi sono Centri di eccellenza in grado di ottenere risultati scientifici e clinici di rilevanza internazionale. Risale all'inizio del Duemila l'avvio della collaborazione scientifica della società farmaceutica italiana Giuliani con il professor Francesco Pallone, direttore del Centro di gastroenterologia del Policlinico universitario Tor Vergata. Questo Centro di eccellenza romano si distingue per la diagnosi e cura delle malattie infiammatorie croniche intestinali (Crohn e rettocolite ulcerosa), per la diagnosi e cura della celiachia e delle malattie dello stomaco, per la prevenzione, diagnosi e terapia dei tumori del colon e del retto, ed un'area per l'endoscopia operativa e d'urgenza.
In questo Centro un gruppo di ricercatori, coordinati dal professor Giovanni Monteleone, ha rivolto particolare interesse agli studi di fisiologia e pato-biologia dell'immunità mucosale intestinale nell'uomo. In questa area questo team di ricercatori ha pubblicato numerosi lavori scientifici sulle più qualificate riviste internazionali, tra cui «Nature», che hanno consentito di sviluppare farmaci innovativi per la cura del morbo di Crohn. La molecola messa a punto da questo team ha già ottenuto l'autorizzazione per la sperimentazione sull'uomo da parte dell'Istituto Superiore di Sanità.
«Il nuovo farmaco, denominato oligonucleotide antisenso per Smad7, la cui sperimentazione clinica nell'uomo è prevista per il 2010, rappresenta - afferma il professor Monteleone - una innovazione assoluta di rilevanza mondiale per la cura del Crohn in quanto siamo riusciti a realizzare per la prima volta una formulazione orale in compresse di un antisenso. Ora ci aspettiamo anche sui pazienti l'efficacia già dimostrata in tutti i modelli sperimentali».
«Nel mondo sono oltre tre milioni i pazienti che potranno avere grandi benefici dall'impiego di questo nuovo farmaco che rappresenta il primo frutto della collaborazione con il Centro di eccellenza di Tor Vergata. Stiamo già sviluppando un secondo farmaco, un anticorpo monoclonale anti-IL21, per la cura sia del morbo di Crohn sia della psoriasi. Mi auguro che la collaborazione pubblico-privato da noi attuata per creare innovazione possa essere un modello seguito da altri imprenditori farmaceutici italiani e possa ripercuotersi positivamente sulle esportazioni del Sistema Italia», precisa il dottor Germano Mario Giuliani, giovane presidente della società farmaceutica di famiglia, nata nel 1896 a Milano.