Sono in crescita le malattie sessualmente trasmesse

Luisa Romagnoni

L'attività sessuale, può nascondere insidie. Come quella di contrarre o trasmettere al partner, una Ist, cioè una infezione sessualmente trasmessa (Hiv, epatite, herpes genitale, sifilide, clamidia, gonorrea, Hpv e tante altre). Condizione patologica spesso asintomatica ma in grado di progredire, fino a scatenare in alcuni casi, complicanze importanti, di natura tumorale. Stando agli ultimi dati Iss del 2013, i casi di infezioni sessualmente trasmesse tra i giovani dai 15 ai 45 anni, sono stati 6.251. Una conoscenza delle patologie e dei comportamenti a rischio, sono fattori chiave per proteggere la propria salute e la fertilità in futuro. E questo vale soprattutto quando si parla di nuove generazioni, i Millenials (ragazzi nati tra il 1980 e il 2000) sui quali, proprio in merito al tema della sessualità, il Censis ha indagato realizzando una ricerca, con il supporto non condizionante di Sanofi Pasteur-Msd e distribuita da Msd Italia, presentata di recente al Senato. In particolare, l'indagine ha rivelato che i nativi digitali hanno idee poco chiare, sulla distinzione tra contraccezione e prevenzione: quasi il 93 per cento degli intervistati dichiara di stare sempre attento per evitare gravidanze, ma una quota minore (il 74,5 per cento) si protegge sempre per non incorrere in infezioni e malattie a trasmissione sessuale. Il 71 per cento usa il profilattico e il 17,6 per cento è convinto di proteggersi dalle malattie, usando la pillola anticoncezionale. «L'insufficiente conoscenza di queste infezioni e di come prevenirle è tra i principali problem», spiega Andrea Lenzi, professore ordinario di endocrinologia dell'università La Sapienza di Roma. «I giovani si informano dagli amici, seguiti dai media e dai social network. Parlando di Papillomavirus e di maschi spesso i ragazzi non sospettano di poter essere portatori di una infezione che può anche causare un tumore». L'indagine ha focalizzato il tema dell'Hpv, l'agente virale responsabile del carcinoma della cervice uterina, ma che può avere conseguenze anche sulla salute degli uomini, è causa di lesioni come i condilomi. Per queste ultime infezioni, dal 2004 al 2013, si è registrato un incremento del 156 per cento, con 3.362 casi.