Sono oltre cento le dolorose malattie reumatiche

Luisa Romagnoni

Più di cento differenti tipologie di malattie che riguardano almeno 5 milioni di italiani, di ogni età, soprattutto donne (circa il 70 %). Sono le malattie reumatiche, dolorose e disabilitanti, come l'artrite psoriasica (colpisce le articolazioni periferiche ed è associata a psoriasi) e la spondilite anchilosante (un'infiammazione della colonna vertebrale). Due specifiche patologie reumatiche, infiammatorie croniche, prevalentemente ad esordio giovanile, per le quali è in arrivo un promettente avanzamento terapeutico: si chiama secukinumab ed è un farmaco di nuova generazione, inibitore dell'interleuchina 17A , presentato di recente a Rimini in occasione del 53° Congresso nazionale della Società italiana di reumatologia (Sir). Ai vantaggi clinici, è in grado di contrastare la progressione della malattia e di limitarne i sintomi, il nuovo anticorpo monoclonale, aggiunge anche la sostenibilità: il dosaggio normale 150 mg costerebbe quasi la metà, rispetto alla terapia standard anti-Tnf e circa il 30 per cento in meno dei biosimilari. «Oggi abbiamo un nuovo bersaglio l'interleuchina-17A, che si è scoperta essere almeno tanto importante, quanto il Tnf alfa, nella patogenesi della malattia», afferma Antonio Marchesoni, reumatologo del Gaetano Pini Cto, Milano. Non tutti i pazienti con artrite psoriasica e spondilite anchilosante, rispondono adeguatamente alle terapie prescritte. Fino al 40 per cento, non trae sufficiente giovamento con le terapie anti-Tnf. «In studi clinici si è visto come secukinumab (blocca l'azione infiammatoria dell'IL-17A), oltre a funzionare bene in una buona percentuale di pazienti, mostra dati di sicurezza e di efficacia a lungo termine, molto incoraggianti», sottolinea Marchesoni. «La terapia miracolosa non c'è, ma possiamo contare su molecole che ci aiutano sempre di più a perfezionare, per il singolo paziente il trattamento più adatto». Spondilite anchilosante e artrite psoriasica, sono patologie infiammatorie croniche, che se non individuate per tempo, possono provocare un danno osseo irreversibile alle articolazioni o alla colonna vertebrale. Meglio cure precoci per ottenere la remissione totale.

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