Virus dell'Aids eliminato dai topi grazie a tecnica che taglia e incolla Dna

La scoperta rivoluzionaria segna il primo passo verso la cura del virus, che per ora non è ancora possibile

Per la prima volta, il virus dell'Aids è stato eliminato dal Dna dei topi chelo avevano contratto, grazie ai farmaci antiretrovirali e a una tecnologia in grado di tagliare e rincollare pezzi di Dna.

I ricercatori, autori dello studio pubblicato su Nature Communications, tra cui figurano che gli italiani Pietro Mancuso, Pasquale Ferrante e Martina Donadoni, hanno definito la scoperta "rivoluzionaria", un traguardo storico, che segna un passo importante verso la cura del virus dell'Hiv. Infatti, fino al oggi, non è possibile curare la malattia in via definitiva, anche se i farmaci antiretrovirali possono tenerla sotto controllo: sospendendo i medicinali, però, il virus torna a replicarsi. L'Aids, infatti, è in grado di integrare il suo genoma all'interno della cellula bersagliata e, così facendo, rimane vivo, dato che si replica insieme alla cellula stessa.

L'eliminazione dell'Aids sui topi è il risultato di una terapia combinata usando farmaci antiretrovirali a lunga durata d'azione (Laser Art) seguiti da una tecnologia di editing genetico basata sulle "forbici molecolari" Crispr-Cas9, che potrebbe essere la chiave per debellare il virus dell'Hiv. La Laser Art consiste nel rilascio lento e continuo di antiretrovirali, distribuiti nei diversi tessuti infettati dall'Aids e distribuiti in nanocristalli. In questo modo, l'intervallo tra una somministrazione e l'altra si allunga e la replica del virus rimane soppressa per un tempo abbastanza lungo da consentire l'intervento delle forbici molecolari, che rimuovono l'Hiv dal Dna. Entrambe le tecniche vanno usate insieme, altrimenti non porterebbero alla scomparsa del virus. Su 13 roditori che hanno ricevuto il doppio trattamento, circa un terzo, ovvero 5 topi, non hanno mostrato i segni dell'infezione per 5 settimane dopo la terapia.

Il risultato del team è stato possibile solo grazie a una maxi collaborazione che ha coinvolto virologi, immunologi, biologi molecolari, farmacologi ed esperti del pharma. "Ora abbiamo chiaro il percorso per poter passare alla sperimentazione su primati non umani e possibilmente sull'uomo entro l'anno", hanno affermato gli studiosi.