La vostra autostima è sotto i tacchi? Le regole per camminare a testa alta

Vademecum per non pensare che gli altri siano sempre migliori di noi

“Voler essere qualcun altro è uno spreco della persona che sei”. E se a dirlo era la venerea Marilyn Monroe, verrebbe da alzare bandiera bianca ancor prima di leggere questo articolo che parla dell’autostima e di come accrescerla.

Sì perché anche chi, assuefatto dal pessimismo cosmico, è convinto di non avere alcuna considerazione positiva di se stesso, in realtà cela nel cuore un granello di credito autoreferenziale. Basta conservarlo attraverso alcune abitudini in grado di trasformare questo piccolo seme in una pianta vigorosa, che pone le radici su precisi precetti psicologici, comprovati da vari studi internazionali sulla psiche umana. Partendo dal banale presupposto che nessuno è perfetto, bisogna apprezzare le proprie lacune, perché a ogni difetto corrisponde un pregio: chi crede di non avere carenze non è in grado di valorizzare nemmeno le sue virtù.

Avete presente quando un gatto rizza il pelo per mettersi sul chi va là? Ecco, non scendete in trincea alla prima critica ricevuta, fatela invece vostra e cercate di cogliere l’insegnamento sottinteso. Chi trova un amico trova un tesoro, no? Chi vi rimprovera (in maniera costruttiva) vi è molto più amico di chi vi lusinga dalla testa ai piedi. Mai scadere nell’arroganza: avere fiducia in se stessi significa anche riuscire a bilanciare l'amor proprio con il rispetto verso il prossimo. Colui che non ha sicurezza nei propri mezzi tenta di camuffarla con manifestazioni scomposte, proprio perché non si sente a suo agio interiormente.

Se avete dei valori per voi sacrosanti, non traditeli, siate coerenti. Che non vuol dire intestardirsi: solo gli stupidi non cambiano mai idea. Fissatevi obiettivi alla vostra portata e lasciate perdere quelli impossibili: la concretezza è la prerogativa principale di chi porta a casa il risultato senza farsi castelli in aria. E poi, se in passato avete conseguito dei successi, andate ogni tanto a rispolverarli: è un metodo lecito per non sottovalutarsi e non pensare che gli altri siano aprioristicamente migliori di noi. Da qui sgorga quel sano ottimismo che conduce a un approccio equilibrato e rilassato alle situazioni. Meno ansia abbiamo, meglio si comporterà il nostro corpo. La salute, infatti, viene prima di tutto. Senza quella, purtroppo, i giochi si complicano anche per l’autostima.

Commenti

Angelaem

Ven, 25/09/2015 - 13:17

Purtroppo e la societa che nn ci lascia fuori da queste cose. E come se la gente nn riuscisse piu ad essere felice, vogliamo sempre di piu, non ci va mai bene niente, insomma siamo diventati dei perenni insoddisfatti. Ne ho letto altri di questi articoli come ad esempio http://www.docplanner.it/blog/come-distinguere-la-depressione-da-un-temporaneo-malumore e devo dire che il confine tra l'ansia di vivere, la paura e la depressione e molto sottile. Io ci sono caduta non accorgendomi nemmeno del fatto di essermi allontanata da tutto e da tutti e passavo le giornate a letto. Il problema principale che se lo stadio e' troppo avanzato poi biosgna ricorrere ai farmaci per equilibrare i livelli serotonina e dopamina, ed e un processo lungo. Per questo dovremmo realmente cominciare ad aprezzare le piccole cose della vita e gioirne per rendere la nostra esistena piu bella e meno cupa..