Zecca dei boschi, pericolosa per l'uomo: ecco come evitarla

Il ministero della Salute ha messo a punto una serie di consigli da seguire se si compiono escursioni in zone a rischio

Complice l'arrivo della bella stagione, si intensificano i momenti trascorsi all'aria aperta. Una scampagnata o un semplice picnic in mezzo al verde possono tuttavia rivelarsi esperienze da dimenticare a causa della presenza della cosiddetta zecca dei boschi che in primavera e in estate torna a popolare le zone di campagna e i sentieri di montagna, a patto che essi abbiano un buon sottobosco e terreno che garantisca loro un alto tasso di umidità. Questo parassita (Ixodes ricinus) diffuso soprattutto sui sentieri erbosi e poco battuti delle varie regioni d'Italia (fatta eccezione per la Sardegna dove è difficile da trovare) è pericoloso non solo per gli animali, ma anche per l'uomo. La zecca è facilmente riconoscibile per via della sua forma tondeggiante e poiché è ricoperta da una specie di scudo duro che nel maschio si trova su tutta la superficie dorsale, mentre nella femmina copre solo la parte anteriore. La pericolosità dei parassiti, nascosti nella terra, sulle foglie o in attesa di un essere vivente (animale o uomo) a cui attaccarsi, è legata alla possibilità di trasmettere microrganismi in grado di scatenare patologie gravi come la malattia di Lyme e la meningoencefalite da zecche-TBE. La malattia di Lyme si manifesta con un eritema cronico migrante. Altri sintomi comprendono: febbre, dolori muscolari, stanchezza fisica, mal di testa, rigidità del collo, algie cardiache, vertigini e infiammazione oculare. Il Ministero della Salute ha messo a punto una serie di consigli da seguire se si compiono escursioni in zone a rischio:

- Camminare al centro dei sentieri ed evitare il contatto con la vegetazione;

- Indossare abiti lunghi di colore chiaro e scarpe alte e chiuse;

- Spruzzare sulla pelle e sugli zaini repellenti per insetti;

- Lavare bene gli oggetti utilizzati durante la passeggiata;

In caso di puntura, la zecca va rimossa immediatamente. Per far ciò è necessario afferrarla bene con una pinzetta facendo in modo di non stringere troppo per evitare di romperla, ma tirarla con decisione compiendo un leggero movimento rotatorio. È bene poi lavare la zona con acqua tiepida e sapone e disinfettarla. Se nei successivi 30-40 giorni compaiono sintomi di infezione (febbre, sfoghi, debolezza, ingrossamento dei linfonodi) va contattato immediatamente un medico.