Il saluto di Ravasi a Milano con la Messa di Stravinskij

C’era Stravinskij, e c’era monsignor Ravasi. Stravinskij (nella foto) era quello secco, calcolatamente primitivo, della Messa: una liturgia spoglia, la musica che riflette le parole, come uno specchio.
Il coro ed il complesso strumentale della Scala diretti da Bruno Casoni l’hanno affrontata e risolta come fossero specialisti, con un’emozione trattenuta, con una precisione eccellente. Don Ravasi, il mitico monsignore delle meditazioni su Canale 5, l’uomo che nella radice delle parole rivela la nascita e la storia, celebrava; era il suo addio a Milano, ora si trasferisce a Roma, responsabile dell’arte in Vaticano. Addio ad una città ora invasa dalla superficialità; e, da buon musicologo e biblista, ha ammonito che a chi non sa ascoltare profondamente, Dio toglie la musica. Assiepata nella chiesa di Sant’Ambrogio e nel portico di Ansperto, la gente ha trattenuto il respiro, fino a riunire musica e parola e persone in un applauso caldo come un abbraccio.