Salva 15 barche ma i vigili lo multano

Ce l’ha messa tutta, ma proprio tutta, spremendo fino all’ultima goccia di energia, per mettere in salvo le barche di fronte all’imperversare della mareggiata: ne ha salvate una, due, poi altre quattro, cinque. Alla fine saranno addirittura quindici i gozzi portati in secco e posteggiati provvisoriamente in uno spiazzo, al sicuro, mentre il mare mugghiava paurosamente e si mangiava parte della spiaggia. A quel punto, Riccardo, recchelino doc, due braccia robuste come pochi, s’è concesso una sosta, appagato da quella prestazione ancora più edificante perché disinteressata: «Mica si può sempre fare un favore a qualcuno perché c’è dietro una ricompensa. Io sono felice di aver salvato quindici barche dalle acque, e non mi aspetto niente da nessuno». Va bene non aspettarsi niente da nessuno, ma nemmeno si poteva aspettare, Riccardo, di vedersi arrivare quindici multe per altrettante «occupazioni abusive di suolo pubblico». I vigili sono stati inflessibili: hanno persino scattato la foto a ognuna della barche, a tutto l’insieme, alla spiaggia deserta e al parcheggio abusivo (in realtà, un’area dove non si ferma neanche un monopattino). Poi hanno steso il verbale, e l’hanno fatto firmare al Riccardo cuor d’oro, senza tante formalità. «Ma chi vi ci ha mandato, la mutua?» s’è permesso di dire lui, rischiando un’altra denuncia per ingiurie a pubblico ufficiale. Loro, invece, gli inflessibili agenti della polizia municipale, evidentemente non volevano infierire. Limitandosi a replicare così, come se fosse normale: «Ci ha mandato uno in alto, anzi molto in alto». Scartato il Padreterno vero, a fare bene i conti non è che a Recco ci siano tanti padreterni laici in grado di impartire un ordine simile, e soprattutto di farsi obbedire. Per questo Riccardo ha pensato d’aver fatto uno sgarro a qualcuno che conta. «Vuoi vedere che è perché non ho salvato la barca di quello lì, che l’ultima volta che l’ho visto ci siamo messi a litigare per il posteggio? E sì, quando le ho contate all’inizio, sulla spiaggia i gozzi erano sedici. Ma giuro che non l’ho fatto apposta. Cioè, insomma, diciamo che non mi sono impegnato. Così impara. Solo che, pensandoci bene, ora le barche sono in secca, ma finisco a bagno io».