Salva l’ostaggio, ferito a pistolettate

Quando ha visto la figlia dibattersi e urlare sotto la minaccia della pistola, s’è buttato istintivamente sul bandito. Ne è nata un colluttazione a cui si sono uniti anche due suoi amici, casualmente presenti nel capannone. A quel punto il balordo ha sparato, ferendo alla spalla uno dei due soccorritori, ma è stato poi bloccato e consegnato alla polizia. È una vecchia conoscenza, con un fascicolo alto così e una condanna appena finita di scontare ai domiciliari presso il campo sosta di via Monte Bisbino.
Massimo Bezzecchi, 45 anni, o almeno così ha detto di chiamarsi, entra in azione ieri mattina poco dopo le 11.30 in via Imperia, parallela di via Liguria. Parcheggiata l’auto in doppia fila con le quattro frecce accese e si infila nel cortile al 19 dove ha sede la Lo. Da., ditta specializzata nel commercio di pellami. Un’ultima occhiata al suo revolver calibro 22, quindi a passo svelto sotto la pioggia si dirige verso l’ingresso una ventina di metri stretti tra due palazzi. Aperta la porta, si trova davanti Daniela, 29 anni, figlia del titolare: «Il tempo di chiederli cosa volesse e mi ha puntato la pistola addosso. Mi sono messa a urlare e ho cercato di fuggire mentre lui mi teneva ferma» racconta la giovane, fumando nervosamente una sigaretta.
La situazione dunque sfugge immediatamente di mano al bandito, in soccorso della ragazza arriva il padre Aleandro, 65 anni, e un paio di suoi amici. E anche una cagnolina boxer di 14 mesi. «Zoe mi è venuta subito vicino, ma non riusciva a capire tutta questa agitazione, guardava me e guardava l’uomo, non sapendo cosa fare». I tre uomini invece sanno cosa fare e si fanno sotto. Bezzecchi punta prima la pistola contro Aleandro, poi si ritrova anche gli altri due amici addosso e perde la testa. Lascia partire tre colpi, due vanno a vuoto, il terzo centra alla spalla Fausto, 63 anni che si ritira subito tenendosi la mano sulla ferita. Gli altri due riescono a disarmare e tenere bloccato a terra il bandito, nonostante si dibatta come una furia, mentre Daniela chiama il 113. «Un intervento immediato, encomiabile, il tempo di uscire in strada, temendo non trovassero il magazzino, e già la prima volante era all’ingresso».
Gli agenti prendono in consegna la pistola, un’arma clandestina, e il bandito che appare piuttosto confuso, come avesse bevuto o preso qualche droga. Mentre gli agenti iniziano gli accertamenti, si appisola nella volante. Non ha documenti e dice di chiamarsi Bezzecchi. A quel nome corrisponde un balordo con un fedina penale lunga un chilometro. «Praticamente ha infranto tutti gli articoli dal codice penale» commenta un investigatore.
Un’ambulanza raccoglie il ferito e lo porta al Policlinico. Nulla di preoccupante: il 22 è un calibro molto piccolo, una scheggia di piombo, e non ha fatto grossi danni. «L’ho sentito al telefono e per fortuna sta bene» conclude Daniela accedendo l’ennesima sigaretta.