«Salvabanche» limitato ai grandi istituti quotati

Il governo non sta «dalla parte dei banchieri», ma delle imprese che rischiano di soffrire il credit crunch originato dalla crisi finanziaria internazionale. Il finanziamento dell’economia reale, dice Giulio Tremonti al termine della riunione Ecofin a Bruxelles, è dunque il vero obiettivo del provvedimento per la ricapitalizzazione delle banche.
Le ipotesi tecniche allo studio per la ricapitalizzazione sono ancora diverse. Ma per quanto riguarda il veicolo legislativo, non sarà probabilmente necessario un decreto «ter»: per gli aiuti alle banche basterà un emendamento ai due decreti dell’8 e del 13 ottobre già all’esame del Parlamento, che potrebbero essere unificati in un unico provvedimento. Quanto ai contenuti, sembra prevalere una via italiana, un modello «misto» che prenda il meglio degli strumenti già introdotti in diversi Paesi europei: un prestito subordinato «perpetuo» senza limiti temporali, che le banche richiedenti possono rimborsare quando vogliono. A quanto sembra, le misure sarebbero limitate alle banche più importanti, otto-dodici grandi istituti quotati. Anche se questa indicazione avrebbe provocato le proteste delle banche minori, ad esempio le Casse rurali che rappresentano un quinto del sistema. Le tecnicalità del provvedimento sono comunque ancora allo studio: le migliorate condizioni di liquidità, e il forte rialzo dei titoli bancari nelle ultime sedute di Borsa, ne riducono l’urgenza.
Delle linee-guida del provvedimento parla a Bruxelles il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. «Non siamo dalla parte dei banchieri - precisa - e se facciamo questo provvedimento è solo per le imprese e per i risparmiatori, per lasciare aperto un canale di credito. Vogliamo evitare che, in un contesto di recessione, le banche restringano il credito strangolando l’economia». Tremonti ricorda che il sostengo all’economia reale passa attraverso le banche, visto che i governi non finanziano direttamente le imprese. In ogni caso, il provvedimento sarà «trasparente e vantaggioso» per il governo, e il ricavo del sostegno «lo restituiremo ai cittadini».
Il direttore generale del Tesoro, Vittorio Grilli, conferma che ci si sta orientando su un modello di intervento misto, che tenga conto delle esperienze di altri paesi europei come Olanda e Belgio. «Queste sono le forme che la Commissione ha riconosciuto adatte», spiega. Dal punto di vista tecnico potrebbe essere seguita, conferma ancora Grilli, la strada delle obbligazioni perpetue. Molti dettagli sono ancora da chiarire, ad esempio quale dovrebbe essere il livello di patrimonializzazione richiesto (il cosiddetto core tier 1), e anche l’incremento delle erogazioni all’economia reale per le banche che si affacciano a questo nuovo canale di prestito. Massima cautela, dunque, da tutte le parti interessate.
Ogni decisione sembra rinviata alla prossima settimana. Il Pd, con Pierluigi Bersani, conferma che sulla stabilità del sistema bancario si cerca l’intesa col governo. Secondo l’opposizione, le banche che ottengono l’aiuto pubblico dovrebbero impegnarsi a finanziare la piccola impresa, e ridurre i tassi sui mutui casa.