Per salvare Alitalia penalizzano le altre

La riforma del trasporto aereo presentata dal ministro Alessandro Bianchi al Consiglio dei ministri del 22 dicembre 2006 è un tentativo di cambiare le carte in gioco ai danni delle compagnie aeree in grado di offrire un servizio qualitativamente superiore e più economico. L’intento del provvedimento, infatti, non è quello di aprire alla concorrenza, ma l’opposto: chiudere il mercato allo scopo di salvare la compagnia di bandiera Alitalia dalla bancarotta e farne un boccone più ghiotto in vista della privatizzazione. Anziché liberalizzare gli slot – assegnandone la gestione ai singoli aeroporti e affidandoli alle aerolinee tramite gara – il governo sembra interessato a limitare le rotte percorribili (riducendo la possibilità di effettuare voli internazionali) e, si legge nella relazione illustrativa, «recuperare un più attivo ruolo di indirizzo e controllo». L’opposto di una liberalizzazione, che presuppone un passo indietro dell’esecutivo.