Salvare il Savini? Sì, abbattendo tutto come fece Peck

È in edicola il numero 9 di RistorArte, rivista al «mangiare e bere a Milano e in Lombardia», mensile edito da Vitamine, direttore Saverio Paffumi, www.ristorarte.net. In copertina una foto della Galleria con le vetrini del Savini in bell’evidenza anche perché il meglio di questo locale è tutta lì. Bisogna non avere pretese per andare a mangiare in quello che era il tempio gastronomico di Milano e la redazione di RistorArte lo ha fatto, lanciando un appello: «Ridateci il Savini. La Scala dei ristoranti deve tornare al top», prima puntata di un’inchiesta sui locali storici milanesi.
Non nutro una grande passione per i locali storici in sé, non credo che un posto meriti applausi solo perché carico di gloria, conta molto di più la qualità e in tal senso quando ha chiuso la pasticceria Taveggia ho pensato che, forse, con un po’ di presunzione in meno e un po’ di qualità in più magari le cose sarebbero andate diversamente. Così non capisco perché inseguire il mito del Savini, quando il Savini è il primo a non capire che la sola vera cosa da fare è entrare con la ruspa e rifare tutto esattamente come fecero gli Stoppani con Peck.
Tra i servizi, si segnala anche quello sul Gold, il locale di Dolce & Gabbana dove lo chef, Giacomo Gallina, sarebbe prossimo a mollare. Troppe polemiche.