Il salvataggio della compagnia di bandiera

da Roma

Il fronte sindacale è ancora magmatico, ribolle e si muove in diverse direzioni. Un incontro fra le nove sigle impegnate nella vertenza, previsto per ieri, è saltato. Ma la sensazione diffusa è che - tra accelerate e brusche frenate - la pista imboccata per Alitalia sia quella giusta. Oggi dovrebbero incontrarsi tutti i sindacati, il governo e la Cai. E il ministro del Welfare Maurizio Sacconi punta a chiudere, ma avvisa: «I piloti chiedono 265 assunti in più, ma il numero fissato dalla Cai è legato al piano industriale, che la compagnia non intende modificare». E poi attacca la Cgil: «Mi risulta che la Cai ha tentato un incontro con i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl che non si è svolto per indisponibilità del segretario della Cgil».
Alla Magliana, ieri, si è fatta vedere anche la Guardia di finanza. Le Fiamme gialle hanno sequestrato i bilanci consolidati Alitalia degli ultimi dieci anni, su mandato della Procura di Roma che indaga sullo stato di insolvenza della compagnia. L’indagine verte sul passato, precisano fonti giudiziarie, e non ha nulla a che vedere con la trattativa in corso. Il fascicolo è stato aperto su denuncia delle associazioni dei consumatori: secondo il Codacons, Alitalia è costata ai contribuenti, in 10 anni, 5 miliardi di euro.
Sempre ieri anche Alitalia Express e Volare, detenute da Alitalia spa, sono state ammesse alla procedura di amministrazione straordinaria. Alle due società, l’Enac ha rilasciato una licenza provvisoria fino al 1º marzo. Al commissario straordinario Augusto Fantozzi arrivano intanto altre manifestazioni di interesse per Atitech - la controllata per la manutenzione degli aeromobili - e per la cessione di aerei ed equipaggi in esubero.
A essere interessata ad aeroplani e personale sulla base di un «contratto di servizio pluriennale» è ItAli Airlines spa, società del gruppo Aeroservices con base a Pescara che opera, fra l’altro, nel servizio anti-incendi. Per Atitech, invece, l’interesse è giunto da parte di Investimenti e Sviluppo Mediteraneo, una investment company napoletana. Il commissario ribadisce che i soldi in cassa sono «pochi, anzi pochissimi: stanno per finire». Se l’intesa con Cai salterà, aggiunge, «vedremo se ci sono altre offerte, poi agiremo».
Sul fronte sindacale, la trattativa sul piano Cai rivisto e corretto va avanti a singhiozzo. I sindacati prendono tempo per analizzarlo. Nel nuovo progetto, le aperture alle richieste dei dipendenti - soprattutto quelle dei piloti - ci sono: garanzie sui salari, riduzione degli esuberi rispetto alle cifre iniziali, aumento delle destinazioni intercontinentali da 16 a 18 (14 da Malpensa e 4 da Fiumicino), 119 collegamenti nazionali ed europei, pareggio di bilancio entro il 2010. Nulla di concreto sul partner internazionale. Lufthansa ha fatto sapere che «Alitalia è interessante, ma non nella situazione attuale».
A questo punto, la Cai ritiene di aver fatto tutto il possibile (e anche qualcosa in più) e passa la palla a governo e sindacati. «Spero di chiudere la vicenda in 48 ore», dice il segretario della Cisl Raffaele Bonanni, mentre la Cgil attacca Berlusconi per quanto ha detto in tivù sui sindacati che remano contro: «Non scarichi sugli altri responsabilità che sono anche sue». A proposito di chi rema contro, il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, ha detto che il fallimento della compagnia sarebbe una «liberazione». Replica il governatore lombardo Roberto Formigoni: «Non la penso così, l’Italia ha bisogno di una compagnia di bandiera».