«Salvate mio figlio». E scatta il blitz in discoteca

Uno dei proprietari è accusato anche di aver violentato alcuni giovani

Un appello disperato. Un grido muto chiuso in una busta. E spedito alla polizia: «Aiutatemi, da quando mio figlio va in quella discoteca ha perso la testa. Non è più lui, si droga con gli amici, lì vendono di tutto, ecstasy, chetamina, cocaina, hashish e anfetamine. Vi prego, fate qualcosa».
«Lì» è, o meglio era, uno dei locali più famosi di questo nord-est tanto ricco quanto contraddittorio, il duro lavoro della settimana, lo studio, le regole da rispettare. Fino al weekend. Ecco il momento in cui la vita si può ribaltare, notti trasgressive, alcoliche e troppo spesso drogate. L’«Alter ego», e non solo a Verona, lo conoscono tutti. Si affaccia su una delle Torricelle, le colline attorno alla città, dieci minuti dal centro, promette musica alternativa e soprattutto divertimento. A suon di House, Acid, Techno. Poi se aggiungi la «pasticca» giusta, lo sballo è garantito. La polizia in notti e notti di indagini li ha filmati quei ragazzi che ballando come automi, cantavano storditi e arroganti «all’Alter Ego si vola con la pastiglia in gola», «all’Alter Ego non mi piego, una pasta non mi basta, ma con 8 mi cappotto». Diceva la verità quel padre disperato.
La festa, l’ultima, è finita così alle due dell’altra notte quando un centinaio di uomini in divisa dopo aver bloccato strade e uscite secondarie, ha fatto irruzione. Tanti occhi vitrei sulle tre piste della discoteca e non certo per colpa delle psichedeliche. L’hanno trovata sui pavimenti, dietro i divanetti rossi del privé, nei bagni la robaccia che tanti ragazzi (tra loro anche parecchi minorenni) non avevano ancora finito di mettersi in corpo. Droghe di ogni tipo, dall’hashish, all’ecstasy, alle anfetamine alla coca. Del resto da tempo lo si sapeva, più di uno lo aveva «denunciato» sulla rete. Tra i tanti messaggi sul blog di «Community2nighth», questo firmato da Antonellina89: «Beh sull'Alterego non ho commenti; ti dico solo che una discoteca frequentata da persone che verso mezzanotte tirano le pasticche in aria e aprono la bocca non fa assolutamente per me... e stenterei a chiamarla discoteca».
Secondo gli investigatori arrivavano da mezza Italia gli spacciatori del fine settimana. E soprattutto avrebbero lavorato nel locale con la connivenza dei proprietari. Andrea Oliva, 43 anni, di Verona, e Luigi Andreis, 65, di Negrar (Verona), sono finiti in manette entrambi per agevolazione all’uso di sostanze stupefacenti. Secondo gli investigatori durante precedenti controlli avrebbero avvisato gli spacciatori dell’arrivo della polizia aiutandoli ad allontanarsi attraverso uscite secondarie. Ma su Andrei pende un’altra accusa ancor più pesante: violenza sessuale mediante somministrazione di sostanze alcoliche o psicotrope. L’uomo avrebbe abusato di più di un ragazzino dopo averli fatti bere e assumere droghe all’interno di una saletta privata.
Ha salvato sicuramente più di un giovane quella lettera di genitore straziato. tanto che suonano ora un po’ tardive le parole parole del sindaco Flavio Tosi: «Era noto che da tutto il Nord Italia c’erano giovani che andavano all’Alter Ego per un determinato motivo. Da tempo lo avevo segnalato al prefetto e alle forze dell’ordine».
Ma per farci mettere i sigilli è dovunuto intervenire un papà.