Salvatore Lilli & C.

Salvatore Lilli nacque nel 1853 dalle parti di Avezzano. Mentre i piemontesi sfondavano Porta Pia, lui entrava nei francescani di Nazzano, vicino a Roma. L’Italia, finalmente unita dall’Alpe al mar, per prima cosa soppresse gli ordini religiosi e frate Lilli dovette emigrare in Palestina. Nel 1878 fu ordinato sacerdote a Gerusalemme e dopo poco tempo inviato a Marasc in Armenia. Qui, negli anni che seguirono, con le donazioni comprò terra e attrezzi per dar lavoro alla gente del luogo, arrivando addirittura a fondare due villaggi agricoli. Queste fatiche si aggiungevano a quelle consuete della missione e all’assistenza ai malati nell’epidemia di colera che scoppiò nel 1891. Se si considera che l’Armenia era a qual tempo sotto l’impero turco, si avrà una più precisa idea delle difficoltà incontrate da padre Lilli da quelle parti. Nel 1894 venne mandato a Mujuk Deresi come superiore del locale convento francescano e parroco della chiesa annessa. Ma era, quella, una zona in cui il sultano insediava tribù curde allo scopo di «farla pagare» agli armeni. Il fatto era che al Congresso di Berlino del 1878 la Russia aveva chiesto ufficialmente alla Sublime Porta di smettere di angariare gli armeni. Per tutta risposta, il sultano aveva cominciato a massacrare i «traditori». Ci andò di mezzo anche padre Lilli, che non aveva voluto abbandonare il suo gregge. Nel 1895 venne arrestato dai turchi insieme a sette dei suoi parrocchiani, tutti poveri contadini. Gli otto furono portati a Marasc. Poiché rifiutavano il passaggio all’islam, furono tutti uccisi a colpi di baionetta.