Salvatores: «Il mio oscar a Matrix»

«Pazza, pazza Inter amala...», canta a squarciagola Enrico Bertolino quando Ayroldi fischia la fine. «Quanto tempo ho aspettato questo momento, quante sofferenze, quanti sfottò in questi anni», afferma il comico. «Lo scudetto avrei voluto vincerlo mercoledì contro la Roma a San Siro. Mi è davvero spiaciuto che non sia arrivato lì, ma la momentanea amarezza è passata e resta solo la gioia immensa». Non ha quasi voce Bertolino, dagli occhi sprizza solo felicità. «Il merito è di tutti, anche se qualcuno è andato oltre le più ottimistiche previsioni. Ma è sulla dedica che tutti devono essere d’accordo: a Giacinto Facchetti, che non s’è potuto gustare questo momento, ma da lassù avrà gioito anche lui». E la commozione lo prende, un attimo di silenzio e poi la felicità esplode: «I campioni siamo noi, non c’è proprio niente da dire e questo scudetto legittima anche quello di un anno fa: quello fu il titolo dell’onestà e della trasparenza, questo è il tricolore della superiorità e della forza. E penso che ora nessuno abbia più da dire qualcosa. L’Inter è campione e l’ha meritato».
Contento anche Gabriele Salvatores, il regista dell’Oscar, uno che ha il nerazzurro nel cuore da sempre. Esulta anche lui: «Finalmente questa lunga attesa è finita. Ho aspettato a gioire fino all’ultimo secondo perché a Bergamo la Roma non aveva ancora finito. Non mi fidavo. Poi ho tirato un lungo sospiro di sollievo e mi ha preso una grande felicità. Però, quel Materazzi che campione e che trascinatore... E pensare che un anno fa sembrava che dovesse andare via dall’Inter, magari al Milan. Teniamocelo stretto questo gladiatore, lui rappresenta l’anima e la spina dorsale dell’Inter». A chi l’Oscar, allora? «Al nostro Matrix, non c’è dubbio».
Non sanno invece con chi prendersela Aldo, Giovanni e Giacomo: «Vorremmo avere qui tutti quelli che in questi mesi ci hanno vomitato cose brutte addosso: juventini, rossoneri e tanti altri. Questo è lo scudetto della serietà e della sofferenza, ricordatevelo bene. Ora andremo anche noi a fare festa, magari ci vestiremo tutti di nerazzurro». «E questo è l’inizio di un ciclo, tremate, tremate, i nerazzurri son tornati», precisa Giacomo. «Spero solo che nel concerto che terrò in giugno a San Siro ci sia qualche giocatore nerazzurro, perché vorrei proprio dedicare a loro una canzone per ringraziarli», il commento del cantante Biagio Antonacci.