Salvi i 700 posti della Ferrania

È stato positivo l'esito del vertice di ieri a Roma, tra governo, commissari, nuovi proprietari e sindacati sul futuro di Ferrania. «In particolare - sottolinea il sottosegretario agli Affari regionali Alberto Gagliardi - è stata ribadita la disponibilità alla realizzazione della centrale elettrica, elemento fondamentale dal punto di vista occupazionale e dell’approvvigionamento energetico. Ora, anche in vista del preaccordo che dovrà essere firmato a fine mese, grazie anche al fattivo interessamento del ministro Claudio Scajola, la palla passa agli enti locali che dovranno assumere le rispettive determinazioni, mi auguro - conclude Gagliardi - con forte senso di responsabilità». La trattativa vede già accolta la principale richiesta delle rappresentanze sindacali: il mantenimento dei livelli occupazionali. Per la prima volta infatti, la Fitra, ovvero la finanziaria che fa capo alla cordata genovese Messina-Malacalza-Gavio-Gambardella che ha acquisito la fabbrica, si è detta disponibile ad assorbire al passaggio di consegne con i commissari, tutti i 700 lavoratori dell'azienda. Questo obbiettivo però è subordinato all'impegno di governo ed enti locali a sottoscrivere l'accordo di programma per il rilancio del sito produttivo, ma anche ad una sostanziale condivisione e collaborazione sul piano industriale proposto dalla proprietà. Il piano prevede investimenti per 500 milioni di euro.

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