Salvini: «Annullare tutte le multe del 2008» Ma il giudice di pace esclude il condono

Sono già una decina le segnalazioni di ricorsi accolti per le «multe plurime» rifilate ai milanesi che hanno percorso le cinque vie a traffico limitato entrate in vigore insieme ad Ecopass: da via degli Olivetani a corso Magenta e corso Italia. La punta dell’iceberg di un fenomeno ben più esteso e consistente. E subito il capogruppo della lega Nord a Palazzo Marino, Matteo Salvini, sferza l’affondo: «È la dimostrazione - esplode - che tutti coloro che protestavano avevano ragione e che il Comune di Milano ha sbagliato, sia nella scelta dei cartelli che nella lunga attesa per recapitare le multe».
Insomma, le prime sentenze sull’Ecopass creano un precedente non da poco. Per questo l’esponente del Carroccio propone di mettere le mani avanti e prevenire la valanga di ricorsi che seguirà nei prossimi mesi. Come farlo? Annullando «a priori» con una sanatoria tutte le multe. «È meglio prendere atto delle prime sentenze - sostiene Salvini - e annullare tutte le multe elevate nel 2008 nelle cinque vie a traffico limitato per non far perdere ulteriore tempo e ulteriori soldi sia alle migliaia di cittadini ricorrenti, sia ai giudici di pace che non fanno altro dalla mattina alla sera. Sia al Comune di Milano che dovrà sostenere le spese conseguenti all’accoglimento dei ricorsi».
Un’idea valida? A rispondere, tecnicamente, è il coordinatore dei giudici di pace Vito Dattolico: «Annullare tutte le multe - precisa - sarebbe un’iniziativa da plauso dal punto di vista sociale.
Ma ovviamente un condono non è pensabile perché in questo modo si danneggerebbe chi ha regolarmente pagato la multa ricevuta». Piuttosto, sarebbero utili «una verifica e un’opera di riflessione sull’impianto dell’Ecopass. Cioè, bisogna considerare questi mesi come una sorta di rodaggio per testare l’efficienza del meccanismo dei pagamenti, della segnaletica e delle multe. E individuare tutti i bulloni da oliare: ossia gli errori da correggere. Magari, questa è la speranza di tutti, chiudendo un occhio su certe infrazioni fatte in buona fede. «Da parte nostra - spiega Dattolico - abbiamo deciso di ritardare di tre-sei mesi a pronunciarci sui ricorsi per dare al Comune la possibilità di valutare l’impatto sociale di una novità così forte ed estesa come Ecopass».
Intanto, negli uffici del giudice di pace, il lavoro non manca: le richieste di intervento e le contestazioni delle multe ai varchi sono state centinaia. «Siamo letteralmente sommersi di lavoro - ammette Vito Dattolico - Questo per noi significa un lavoro enorme, soprattutto se si considera che abbiamo il 20 per cento del personale in meno. Sotto organico non è semplice far fronte a una novità del genere: ogni caso va analizzato a sé. Siamo un po’ avviliti, ma ce la metteremo tutta».