Salvini guida la protesta dei «tartassati» dal ticket

Camicia azzurra, cravatta gialla e piglio deciso. In piedi sopra una panchina e all’ombra di un albero, il deputato leghista, nonché presidente della commissione Sicurezza di Palazzo Marino, Matteo Salvini, incontra a piazza Fontana i «supertartassati» dall’Ecopass e dalle nuove corsie preferenziali. Una folla agguerrita di milanesi che in questi sei mesi di blocco hanno collezionato una marea di multe. Chi dieci, chi venti, chi addirittura cinquanta.
Sembra di essere ad Hyde Park, Londra. Più precisamente allo Speakers’ corner, l’angolo degli oratori. E che oratore è Salvini. Non è un caso che sia giornalista e sappia usare con abilità toni e parole. Ma l’onorevole «padano» è anche capace di ascoltare e prendere nota di tutte le testimonianze. «Io ho preso trenta multe, non so cosa fare. I cartelli non erano chiari in via degli Olivetani. Pensavo che in moto potessi girare dappertutto», dice un signore. Salvini estrae da una busta di plastica dei fogli e ne prende uno. «Tenga, questo è il modulo per il ricorso. Va presentato entro 60 giorni dalla ricezione del verbale al giudice di pace. E questo è il mio biglietto da visita», dice mentre tende il braccio verso chi chiede una mano.
E di cittadini che chiedono un aiuto al politico per far fronte alle maxi multe ce ne sono parecchi. Quasi un centinaio, testa in su e orecchie tese per ascoltare quello che è diventato il portavoce ufficiale della loro protesta. «È possibile che un cittadino passi da un punto vietato 60, 70 volte in pochi mesi sapendo che sta compiendo un’infrazione? Ovvio che no. Bisogna tener conto della buona fede. Se in così tanti sono cascati nella trappola, significa che c’è stato quantomeno un errore di comunicazione delle istituzioni. Bisogna rimediare. Intanto i cartelli sono stati resi più chiari, è un inizio», dice Salvini.
La gente lo applaude, lo acclama. «Ha ragione Salvini, i cartelli delle corsie preferenziali erano poco chiari. Io sono passato per corso Magenta tante volte credendo che in moto lo potessi fare. La segnaletica era quasi identica a quella dell’Ecopass e mentre stavi guidando non la distinguevi», racconta Antonio Petrin, avvocato, 25 multe all’attivo. O meglio, al passivo. Un ragazzone di nome Cristian è tra i più imbufaliti. Tra le mani agita tutte le infrazioni contestategli. «Ecco qua, sono più di 50 per 4050 euro di importo da pagare. Le ho prese tutte in Porta Vigentina. Pensavo che in motorino si potesse passare, come in quasi tutte le altre corsie preferenziali». E il cartello? «Ma chi lo ha visto...». Tra la folla quasi si scatena una gara a chi è stato più tartassato. «Negli ultimi quattro giorni mi sono arrivate 26 multe. Ma io faccio quella strada in scooter tutti i giorni per andare al lavoro. Ho calcolato che con una multa al giorno dovrei pagare più di 20mila euro», dice un’altra vittima del flash, Maira Cassani.
Raccolte le proteste, Salvini lancia un’idea. «Andiamo dall’assessore al Traffico Croci e vediamo se ci riceve». Il corteo raccoglie l’invito e si sposta davanti all’ingresso di piazza Beccaria, sede di vigili e assessorato. Croci però non si fa vivo. Peccato.