Salvini si difende: «Io razzista? Chi mi critica prenda il metrò...»

REAZIONI Il Comune: «Grazie alle ordinanze c’è più sicurezza, la sua sparata non sta in piedi»

Indignazione a sinistra, imbarazzo nella Lega, dissenso nel Pdl. Sulla «metro per soli milanesi» ora Matteo Salvini un po’ minimizza, un po’ gioca sul filo della provocazione: «Mi auguro - commenta - che molti di coloro che stanno criticando la nostra proposta salgano su un mezzo pubblico». Parla delle carrozze riservate alle donne. Ma è la sua proposta di vagoni riservati ai milanesi «e alle persone perbene» che infiamma la politica. Lui, capogruppo milanese della Lega, ne ha parlato come di un’ipotesi da tenere presente per rispondere all’insicurezza urbana legata all’immigrazione, «alla violenza» e alla «maleducazione». Il giorno dopo ridimensiona: «Una battuta che si faceva chiacchierando - dice - non ho mai proposto i vagoni per immigrati». Ma intanto scoppia il finimondo.
Il Pd non aspettava altro, e prova a tenere alti i toni della polemica. Ieri i consiglieri comunali hanno attaccato un cartello polemico sul posto in aula di Salvini: «Posto riservato ai razzisti». «Podestà - dice Franco Mirabelli, consigliere regionale del Pd - non può cavarsela liquidando come una boutade l’uscita sui posti riservati. A Salvini aveva proposto di diventare vicepresidente della Provincia».
E Podestà risponde: «Mi piace ancora come vicepresidente, la sua è solo una boutade. Salvini è un piccolo Bossi e ogni tanto fa le sue sparate».
Gli altri candidati alla Provincia ne approfittano. Quello del Pd: «Una volta superata la reazione che si ha all’intento razzista - commenta Filippo Penati - è divertente pensare come potrebbe funzionare. Invece di fare questa proposta la Lega che a Milano governa da vent’anni, dica che cosa ha fatto e lanci proposte serie». Conviene il candidato dell’Udc Enrico Marcora: «Salvini dà voce ai più bassi istinti di una minoranza xenofoba, sperando in una crescita del consenso». Quello di Rifondazione e Pdci, Massimo Gatti, parla di «proposta ignobile». A sinistra l’indignazione è unanime: «Con Salvini non firmerò più nessuna mozione o altro documento. Nemmeno a favore di Ecopass», assicura il verde Enrico Fedrighini, mentre Antonello Patta di Rifondazione attacca: «La Lega inventa un nuovo oggetto da museo degli orrori».
Il vicesindaco Riccardo De Corato (Pdl) fa parlare i numeri sui reati, diminuiti: «Sono la migliore risposta alla provocazione di Salvini. Per quanto riguarda le violenze sessuali va subito detto che da inizio anno nessun episodio è capitato su mezzi pubblici. E che nove stupratori su dieci vengono arrestati». Dunque per De Corato «la “boutade” di Salvini non sta in piedi. E alla fine serve solo ad alimentare una percezione di insicurezza a dispetto di una sicurezza reale migliorata». Durissima Cristiana Muscardini: «Sarebbe indegno offendere la Costituzione e la dignità delle persone per qualche preferenza in più».
Salvini aveva ribattuto: «A me interessa prendere il filobus e prenderlo tranquillamente, non voglio discriminare nessuno». Ma anche la Lega gli ha fatto capire che non era il caso di andare avanti: «Salvini ha proprio esagerato. Per due giorni è meglio che non parli. Adesso il caso è chiuso», lo stop di Giancarlo Giorgetti, segretario della Lega Lombarda, ad Affaritaliani.