Salza: «Via da Bankitalia per diventare più forti»

Roma. Ovvia ma non scontata la condivisione delle parole del governatore di Bankitalia, Mario Draghi, da parte del parterre finanziario e imprenditoriale che ha assistito all’assemblea annuale. A partire dal maggiore azionista dell’istituto di Via Nazionale, il presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo Enrico Salza, che ha preso la parola, come consuetudine, al termine delle Considerazioni finali.
«Le banche - ha detto - hanno svolto la loro funzione in modo corretto» e il fatto che abbiano conservato «fondamentali patrimoniali sani ed equilibrati è il risultato di scelte precise». Analogamente, Salza ha manifestato il proprio accordo sulla proposta di rafforzare ulteriormente i poteri di vigilanza in mano agli istituti centrali in modo da riportare anche la stabilità finanziaria sotto la loro supervisione. In ultima istanza, ha avanzato una proposta finalizzata alla stabilizzazione dei fondamentali: la cessione delle quote detenute in Bankitalia a Via Nazionale stessa per destinare «parte dei proventi alla sottoscrizione di strumenti di patrimonializzazione».
Una proposta pratica per accelerare l’uscita dalla crisi che è comunemente ritenuta ancora lontana, anche se lo stesso governatore ha indicato il 2010 come possibile inizio della svolta. «Una visione realistica», ha commentato laconicamente l’ad di Unicredit Alessandro Profumo. «Il contesto dell’economia è tale per cui anche un miracolo non potrebbe far crescere l’erogazione di credito», ha aggiunto il presidente dell’Associazione bancaria italiana Corrado Faissola ribadendo che che gli istituti «hanno sempre fatto bene il loro mestiere e continueranno a farlo». Non si tratta di un’autoassoluzione, ma di una presa d’atto di un impegno comune «per uscire dalla crisi il più presto possibile», come ha chiosato l’ad di Intesa Corrado Passera. E per un giorno banchieri e imprenditori non si trovano su due parti opposte del fronte, ma concordano sul fatto «senza riforme non si può uscire dalla crisi», ha sintetizzato il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. Anzi, il presidente di Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, ha detto di più ricordando «impietosamente le scelte che non sono state fatte e che devono essere fatte per il bene del Paese». Quelle che il presidente di Piaggio e Alitalia, Roberto Colaninno, ha definito «scelte coraggiose» e che il presidente del Consiglio Berlusconi si è impegnato a realizzare «nel più breve tempo possibile».