Salza: «Per crescere guardiamo tutti i dossier»

da Milano

Il Sanpaolo guarda a tutti i dossier nell'ambito del risiko bancario, e se si parla poco della banca è perché l'istituto lavora «sotterraneamente». Lo ha detto ieri Enrico Salza, presidente dell'istituto torinese. «Guardiamo sempre a tutti i dossier come gli altri guardano al nostro», ha detto Salza. E a chi gli chiedeva come mai si parli poco del Sanpaolo, ha replicato: «Vorrà dire che siamo i più bravi a lavorare sotterraneamente». Un’espressione lessicamente molto evocativa, che ha inevitabilmente acceso interesse sulle intenzioni di Salza. Che però si è ben guardato dall’andare oltre: a una successiva domanda sull'identità del partner ideale ha risposto sibillino: «Lo sapete meglio di me». Quindi nessun commento su un eventuale dossier con Montepaschi, di cui si vocifera da tempo.
Alle parole di Salza hanno fatto eco quelle dell’ad Pietro Modiano, che ha confermato che «guardiamo veramente a tutte le opportunità che ci sono, riflettendo molto sui profili di creazione di valore per gli azionisti che ogni soluzione eventualmente propone».
L’interpretazione più ortodossa delle parole dei vertici del Sanpaolo corrisponde alla consapevolezza della necessità di una crescita, per l’istituto torinese. Sia per questioni industriali, sia per mettersi al sicuro da eventuali ostilità. «Siamo in fase di grande crescita, ha aggiunto Salza -. Ovviamente, dato che siamo una bella banca siamo appetibili, ma compete a noi alzare l'asticella in modo che chi ci volesse mangiare ci deve dare tanti soldi per mandarci a casa. Ma io penso che non avverrà». Salza ha anche detto che non «gli risultano» intenzioni di uscita dall'azionariato del socio spagnolo Santander (che ha il 9,95% del capitale). Infine sulla questione Carifirenze Salza ha detto di essere convinto di riuscire a trovare un accordo «per aiutare la cassa a crescere, con calma e serenità, senza prepotenze».