Salza: «Entro il 20 via alla fusione»

Fiducioso sui tempi il presidente dell’istituto piemontese. «Per Eurizon nulla è cambiato»

da Milano

Il presidente del Sanpaolo Imi, Enrico Salza, esprime fiducia sui tempi dell’integrazione con Banca Intesa. «Entro i primi venti giorni di ottobre l’operazione si concluderà», ha detto ieri. I grandi soci delle due banche sembrano stringere sulle trattative e la nascita della superbanca potrebbe essere al vaglio dei cda dei due istituti già la prossima settimana, giovedì 12 ottobre, anche se i più prudenti non escludono uno slittamento. Salza ha anche cercato di rassicurare i propri azionisti sui progetti del gruppo in merito alla quotazione di Eurizon. «Non è cambiato niente», ha fatto sapere al riguardo.
A Torino, intanto, già venerdì 6 ottobre un consiglio di amministrazione del Sanpaolo, che affronterà anche diverse pratiche di routine, dovrebbe fornire un’informativa sull’avanzamento dei lavori per la fusione, dopo le richieste in tal senso avanzate soprattutto dai soci spagnoli del Santander. «Non verrà presa alcuna decisione operativa», ha comunque precisato il presidente Salza. A Milano, intanto, già a partire da oggi dovrebbero ripartire gli incontri tra il presidente della Fondazione Cariparma, Carlo Gabbi, e i vertici del Crédit Agricole per definire il passaggio ai francesi della cassa di risparmio parmigiana. Una volta raggiunto l’accordo, sarà necessario il via libera all’intesa anche in un consiglio della fondazione di Parma. E solo una volta completati questi passaggi si potrà arrivare al cda sulla fusione. Secondo le riflessioni in corso, la cessione degli sportelli di Intesa potrebbe anche avvenire in due fasi e operazioni distinte. Una riguarderebbe il riassetto di Cariparma, cui verrebbero conferite 150 filiali prima della scissione e del passaggio ai francesi e con l’ingresso della fondazione emiliana al 20%.
Un riassetto diverso potrebbe venir portato avanti invece per Friuladria, che passando all’Agricole verrebbe ad avere un azionariato differente a quello di Cariparma, con un differente impegno della fondazione.