La Samp 1 per «riammanettare» l’Inter

Con l'Inter torna la Samp 1. Dopo l'amara sconfitta di giovedì contro il Metalist, e le conseguenti polemiche per la mancata convocazione dei due big Pazzini e Palombo, questa sera la squadra di Di Carlo dovrà riprendere la marcia interrotta in Coppa. Il tecnico blucerchiato dovrà fare a meno dello squalificato, ma anche infortunato, Lucchini, mentre anche Semioli è costretto ad alzare bandiera bianca. A San Siro quindi spazio a Koman a centrocampo, mentre in difesa il ballottaggio è tra Volta e Accardi, con il primo favorito. In mezzo invece, al fianco di Palombo, torna Tissone dal primo minuto, proprio come domenica scorsa con la Fiorentina. Ma la gara con l'Inter evoca anche antichi ricordi: tanto per cominciare ad arbitrare sarà Orsato di Schio che lo scorso anno all'Olimpico non concesse un clamoroso rigore a Ziegler. Ma San Siro riporta soprattutto alla memoria la gara del 20 febbraio quando a Milano successe di tutto: Inter in nove uomini alla fine del primo tempo, la «pañolada» sugli spalti, le manette di Mourinho. Oggi invece ci sarà Benitez (che dovrà rinunciare a Stankovic e Thiago Motta mentre Pandev è regolarmente convocato) e lo stile è decisamente meno roboante: «Se porterò mai le manette in panchina? Porto gli occhiali in panchina, perché non vedo tanto. Se mi vedrete mai fare una scena del genere? No. Penso che non sia facile per un arbitro controllare tutto in una gara, se si può bisogna aiutarlo, anche se comunque anche a me qualche volta è capitato di arrabbiarmi». Poi una battuta sugli avversari: «La Sampdoria è una squadra organizzata, con due attaccanti molto pericolosi, sarà una gara difficile, difenderanno bene e aggrediranno in contropiede. Non sarà facile trovare i giusti spazi ma ce la metteremo tutta. Se noi faremo il nostro lavoro loro avranno di che difendersi. Cassano? può giocare ovunque, in qualsiasi squadra, ma sta bene dove sta».