La Samp assolve Cassano costretto a un mese di stop

Stiramento alla coscia. Marotta e Montella commentano la sua uscita

«Trauma distrattivo di primo/secondo grado al bicipite femorale della coscia sinistra». In soldoni: stiramento. Questo il bollettino medico dopo gli esami effettuati da Antonio Cassano che ieri mattina è stato visitato a Milano.
Altra tegola sul morale del giocatore che, dopo la reazione di domenica scorsa, ha evidenziato come i continui fastidi muscolari stiano minando non solo il suo fisico ma anche la serenità che aveva trovato da quando ha cominciato ad indossare la maglia blucerchiata. Per lui qualche giorno di riposo forzato prima di riprendere il lavoro che proseguirà con un periodo di riabilitazione. Tempi certi non ce ne sono ancora ma, per il talento di Bari Vecchia, sembra impossibile pensare ad un rientro prima di metà novembre. Ed è quindi facile prevedere un suo recupero dopo la sosta in programma il 18 novembre in concomitanza con gli impegni della Nazionale.
Ma tiene ancora banco l'atteggiamento con cui l'attaccante si è «autosostituito» al 39' del primo tempo di Catania-Sampdoria. Toccato duro da Edusei e irritato perché l'arbitro non gli ha fischiato il fallo subito, Cassano si è sfogato con il compagno di squadra Vincenzo Montella, dando vita ad un antipatico battibecco e decidendo di darsi il cambio senza chiedere la sostituzione alla panchina. La scelta di andarsene, senza «avvisare» Mazzarri, è stata ampiamente assolta dalla Sampdoria: dirigenti, allenatore e compagni di squadra. Del carattere di Cassano tutti sono al corrente e, probabilmente, in questo caso c'è stato un occhio di riguardo in più, visto che tutti hanno minimizzato l'accaduto. A partire dall'amministratore delegato Beppe Marotta che ieri è tornato sull'argomento: «L'infortunio di Cassano è reale: è il riacutizzarsi di un malanno muscolare precedente, per cui non c'è stata nessuna "autosostituzione" a Catania», ha tranquillizzato Marotta. Quindi, secondo la dirigenza sampdoriana non c'è stata nessuna nuova «cassanata». Resta però l'immagine della lite con Montella. «Qualsiasi cosa faccia Cassano è vivisezionato dalle telecamere - ha replicato l'ad della Sampdoria - . Anche il termine "cassanate" mi sembra fuori luogo. Lui è un talento, che si porta dietro qualche marachella, ma l'esempio di domenica dimostra come si vogliono sempre evidenziare gli aspetti negativi».
Sull'episodio è intervenuto anche Montella, protagonista involontario del bisticcio, catalogando quello che è accaduto come una «siparietto che si poteva evitare». «Non mi ero accorto che Antonio si fosse fatto male - ha ricostruito la scena l'areoplanino -. Aveva subito quattro o cinque falli di seguito ed era nervoso. E poi non ce la faceva più a stare in campo. Non c'è stata nessuna cassanata, solo un episodio spiacevole e nato da una errata interpretazione dei fatti».
Intanto la Sampdoria sta preparando la sfida di domani sera contro il Milan. Ai rossoneri mancherà Ambrosini, squalificato dal giudice sportivo. Nella Samp, che ha ripreso gli allenamenti ieri mattina, non si è allenato Montella a causa di una botta alla caviglia. Nessuna grossa sorpresa dovrebbe arrivare dalla formazione anti Milan, probabile che Mazzarri decida di dare nuovamente fiducia a Castellazzi tra i pali. Per Sampdoria-Milan è stato designato Ayroldi di Molfetta.