Samp, Bazzani scopre di essere il più bravo

Federico Casabella

Niente Corradi, Tomasson o Cruz, la Sampdoria ha già scelto il suo attaccante: Fabio Bazzani. La punta che ha fatto la fortuna della Sampdoria la stagione della promozione, è tornata a Genova ed è pronta a ripartire, senza chiedere scusa a nessuno per quello che è successo cinque mesi fa, ma convinto che il cambio di maglia, seppur necessario, è stato deletereo per lui e per la Samp. Prima un salto alla caserma dei carabinieri di Forte San Giuliano, dove è stato sentito per circa mezz’ora come persona informata dei fatti sull’inchiesta per il calcio scommesse («Sono sereno, non ho nulla da nascondere»), poi la conferenza stampa per dire che sarà lui il nuovo bomber. Il primo ad accoglierlo a braccia aperte, ovviamente, è Beppe Marotta: «Abbiamo in casa uno dei migliori attaccanti italiani, che nelle tre stagioni disputate in seria A ha realizzato 30 gol- ha spiegato l’a.d. blucerchiato - Non vedo perchè dovremo svendere un patrimonio della società. Fabio resta con noi». In queste settimane hanno lavorato un pò tutti per ricucire il rapporto tra Novellino e Bazzani. Prima ci ha pensato Francesco Flachi, poi la società che ha lavorato soprattutto per convincere il mister, ed infine l’appuntamento di Bologna, a margine di una premiazione dove, quasi casualmente, Novellino ed il suo bomber si sono chiariti. «Quello di Bologna è stato l’incontro che ci ha fatto riavvicinare come uomini. Da quella volta, sono tornato a casa convinto di poter ripartire dalla Sampdoria». Bazzani è nervoso mentre parla, l’emozione spesso tradisce la sua voce durante una conferenza stampa che si potrebbe definire di «ripresentazione», ma la convinzione di tornare protagonista con questa maglia gli dà la carica per ripartire: «Dovevo essere convinto che sarei tornato qui senza essere di peso per nessuno. Dopo aver parlato con il mister, ho la sensazione di presentarmi come se venissi alla Samp per la prima volta», la voglia di far bene è la stessa di quando si era presentato la prima volta che scelse Genova, da lì decide di ricominciare: «Gli stimoli sono gli stessi di allora. Ho la consapevolezza di essere qui non per timbrare il cartellino, ma per essere utile alla causa. Posso fare anche la quarta punta, lavorerò con umiltà senza essere di peso a nessuno».
Quando ha lasciato la Samp, a gennaio, ha aperto una ferita con i tifosi, che ora dovrà essere abile a rimarginare. La prova del nove sarà il raduno di venerdì prossimo, tanto per vedere quale sarà la reazione del pubblico nel rivedere Fabio con i colori blucerchiati anche se il tecnico ha detto: «Niente fischi». «I tifosi devono rispondere come meglio credono - commenta l’attaccante - ma se con loro non mi sono spiegato a gennaio è perchè, in quel momento, era meglio così, per tutti, sia per me che per la società. Sono stato zitto per non destabilizzare l’ambiente. Ma i tifosi sappiano che per me rimangono i più importanti e che la Samp non è un ripiego ma una scelta di vita fatta tre anni fa». Non chiede comprensione, ma solo di attendere qualche settimana: «Mi auguro che aspettino il momento in cui torneremo in campo. Spero di essere pronto in quelle occasioni per dimostrare quanto valgo in campo».
Il passo successivo è chiarire che, se ha lasciato Genova per la Lazio, non è stato per volontà della sua attuale moglie Alessia Merz, ma per problemi tutti interni alla squadra. «Non ho scelto Roma perchè per Alessia era la meta ideale per il suo lavoro - precisa Bazzani - ma solo perchè l’offerta mi è arrivata dalla Lazio. Avremmo preparato il matrimonio qui, era già tutto stabilito. Ora vogliamo spostarci qui definitivamente. Stiamo cercando anche casa».