Samp, in casa manca la tv

Emmanuele Gerboni

A lezione di fuorigioco, tutti a scuola di tackle, un esame sul calcio di rigore, e si chiude con un bel manuale di sopravvivenza perché gli arbitri europei non scherzano mica. Graziano Cesari in cattedra e la Samp pronta memorizzare nell’aula di Bogliasco. Per il terzo anno consecutivo si replica. Mezz'ora abbondante prima dell’allenamento per non finire in off-side con le ultime regole: «Abbiamo affrontato diverse questioni, e tutti sono stati molto attenti e partecipi», spiega Cesari che ha dato alcune «dritte» ai giocatori blucerchiati. C’erano anche l’amministratore delegato Beppe Marotta (che ha parlato anche dell’accordo con Sky, giudicato ancora difficile). Walter Novellino (diffidato dopo essere stato allontanato dal cmapo contro la Fiorentina) intanto ha messo subito nel mirino la sfida con la Reggina: «Ci aspetta un periodo bellissimo con impegni molto importanti. È stata una sosta lunghissima, comunque la scoppola nel primo tempo con la Fiorentina ci sarà utile». L’attualità, però, sono anche i problemi innescati dal decreto Pisanu. Il primo? Ovviamente i botteghini chiusi. Alternative non ce ne sono. Soluzioni? Impossibile trovare qualcosa. «Siamo stati costretti a chiuderle perché non si potevano cablare», spiega Marotta. Il concetto dell’amministratore delegato è semplice, serviva più tempo per adeguarsi a questa rivoluzione. Il massimo sarebbe uno stadio esaurito grazie alla voce abbonati, ma l’immediato fa rima con emergenza. E sui cambiamenti che hanno stravolto regole e abitudini dei tifosi si è soffermato pure Novellino. Che vede bene la novità dei biglietti nominativi: «Quando c’è qualcosa di diverso, all’inizio esistono alcune difficoltà ma poi vengono superate con l’intelligenza delle persone».