Samp, Garrone non molla "Cassano? Non perdono Non dimentico gli insulti"

Il presidenmte blucerchiato porterà il fantasista davanti al collegio arbitrale e poi deciderà sulla risoluzione del contratto. "Cassano è in buona fede perché negli scatti d'ira si dicono cose che non si pensano, ma gli insulti li hanno sentiti tutti" 

Miilano - Garrone ha una memoria da elefante. Ricorda ogni singolo istante della lite con Cassano. E, soprattutto, non perdona. "Cassano è in buona fede perché negli scatti di ira capita di dire cose che non si pensano e soprattutto di non ricordarsi le cose che si dicono", ma "la sostanza della questione non cambia" e quindi si aspetta la decisione del collegio arbitrale. Il presidente della Sampdoria, Riccardo Garrone, a margine della riunione dei presidenti della Lega a Milano, pur mostrando comprensione nei confronti del campione blucerchiato, non cambia la sua linea. "La sostanza della questione non cambia" ha esordito Garrone, che ha detto di voler aspettare di conoscere la decisione del collegio arbitrale prima di valutare un'ipotesi di cessione dell’attaccante.

La buona fede non basta Tuttavia il presidente della Samp ha riconosciuto la "buona fede di Cassano", che in un'intervista televisiva aveva ribadito di non aver mai pronunciato insulti nei confronti del patron blucerchiato. "L’hanno sentito tutti i colleghi - ha detto Garrone -, ma credo che lui sia in buona fede perché negli scatti di ira capita di dire cose che non si pensano e soprattutto di non ricordarsi le cose che si dicono". Quelle parole però Garrone dice di ricordarle bene e che è difficile dimenticarle. È per questo motivo che intende proseguire con "coerenza" in una battaglia che è diventata di principio. Anche perché, incalzato dalle domande, Garrone ha ammesso che le giocate di Cassano mancano alla Samp. "Chi è che gioca come lui?" ha chiesto Garrone.

La delusione personale Dal punto di vista personale, Garrone ha parlato di una "profonda delusione" nei confronti di Cassano. "Delneri aveva ragione: quando lo scorso gennaio Cassano aveva litigato con Marotta, mi aveva avvertito che prima o poi sarebbe toccato anche a me essere trattato come Sensi e il presidente del Real Madrid. Allora non ho voluto crederci, ma è poi quello che effettivamente è successo" ha osservato con amarezza. "Cassano non è un maleducato, ma un ineducato - ha proseguito il numero uno blucerchiato - e dietro la sua sfacciataggine e la spavalderia si nasconde una grande fragilità. Non è vero che la Erg ha fatto causa a Cassano per danno di immagine" ha precisato Garrone smentendo voci circolate nei giorni scorsi. "Ma è chiaro che il fatto che Cassano sia fuori rosa danneggia lo sponsor" ha concluso.