Samp Garrone non perdona ma difende il suo pupillo

Riccardo Garrone non perdonerà Antonio Cassano. In realtà ieri in Lega il presidente della Sampdoria non ha fatto altro che ribadire la linea dura nei confronti del suo attaccante e confermare la decisione di ricorrere al collegio arbitrale dopo lo scontro verbale di due settimane fa esatte, ma poi per gran parte dell'intervista ha difeso il suo pupillo, impulsivo, ma “in buona fede”: «Noi continuiamo sulla nostra strada ma quando si è arrabbiati si fanno e dicono cose che non si pensano; io però cerco di essere coerente, che e' una virtu' molto rara. La linea rimane quella che ho deciso ed è riportata nella lettera di deferimento al Collegio Arbitrale». Il numero uno della società blucerchiata non nasconde di nutrire ancora affetto per il suo giocatore e traspare chiaramente quando dice: «Cassano ha detto nella sua intervista che lui non mi ha rivolto quegli insulti. Credo che sia in buona fede perché spesso in momenti di ira e rabbia chi di voi non ha detto qualcosa che poi non ricorda, ma io quello che ha detto lo ricordo bene». Ma come non notare la sua mancanza sul terreno di gioco? Qui Garrone esce allo scoperto e non cerca mezze frasi ma ammette: «Certo che Cassano a livello di gioco ci manca, chi è come lui? Ovviamente Cassano è il migliore e senza di lui la nostra squadra perde molto, ma noi andiamo avanti così». Ora si attende il collegio arbitrale: il 18 la Lega discuterà la questione Marchetti poi, la settimana successiva potrebbe toccare al caso Cassano: se dovesse arrivare la rescissione, il giocatore tornerebbe ad essere proprietario del suo cartellino, altrimenti la società potrebbe decidere di venderlo a gennaio: «Aspettiamo la decisione del collegio arbitrale», glissa il presidente più che mai intenzionato ad andare avanti per la sua strada.