Samp, il mister spiega la crisi: «Non ho più i giocatori di prima»

Federico Casabella

«Compattezza, serenità e solidità» sono le richieste di Walter Novellino al suo gruppo per trovare la svolta di una crisi che da inizio anno stanno rincorrendo la Sampdoria. Una crisi di gioco e di risultati che, secondo il tecnico blucerchiato, viene estremizzata ma dalla quale la sua squadra uscirà nel giro di poco tempo: «Se devo dirla tutta, sono 6 mesi che vivo questa situazione e sono logoro - si sfoga Novellino -, la soluzione dei nostri problemi la vedo nel lavoro e in un atteggiamento diverso da parte della squadra in campo. Resto convinto che a Palermo la Sampdoria abbia perso per episodi, giocando comunque all'altezza».
La prestazione di domenica lascia sereno il mister, non il suo presidente che lunedì ha messo tutti in discussione: «Il presidente ha fatto bene - spiega -. Quando si perde è giusto che sia così. Spero di poter fare ritrovare a Garrone la serenità che merita anche se, rispetto a Cagliari, io ho visto una Samp già diversa: abbiamo dato una risposta alle critiche che c'erano state rivolte dopo la trasferta in Sardegna». Non nasconde delusione per il gioco espresso dalla squadra, il tecnico blucerchiato, che spera di ritrovare la Sampdoria grintosa che ha fatto appassionare il pubblico doriano per 4 anni. Nel gioco di questa squadra sembrano mancare profondità nel gioco e un attaccante che la butti dentro anche nei momenti di difficoltà: «Non mi mancano solo le punte, mi mancano gli esterni - analizza la situazione il tecnico blucerchiato -. Rispetto alla Sampdoria delle stagioni passate noto una gran difficoltà nel giocare sulle fasce e il mio gioco ha il suo punto di forza in quella zona della manovra: troppi palloni buttati in mezzo a caso, poca profondità e voglia di giocare dentro il campo e nessuno che vada a cercare il cross dal fondo. Sono carenze a cui dobbiamo porre rimedio subito». Pochi gol ma anche poche occasioni create dall'attacco blucerchiato, ma Novellino non se la sente di «punire» i suoi attaccanti: «Non è un problema delle punte: se a Bonazzoli arrivassero più palloni avrebbe le occasioni per fare gol e non dimentichiamo che manca anche Flachi, giocatore geniale che può avere l'invenzione giusta al momento giusto».
Una Sampdoria ancora in ritardo, complici i tanti volti nuovi arrivati in estate che sembrano non essersi ancora adattati al gioco del tecnico: «Ho bisogno di trovare ancora equilibrio tattico per poi arrivare ad una certa continuità - continua -. Continuo a pensare che sia solo un periodo e che ci sia la possibilità di uscire da questa situazione».