Samp, non solo risparmi sotto l’albero E al Genoa ci vorrebbe un nuovo Juric

Premessa. Viva la neve che è giunta a puntino per farci passare un sereno Natale al netto di fastidiosi strascichi calcistici. Aborro questo gelido calcio di notte da novembre a marzo. Aborro questa vorace tivù monopolista che - erogando vile denaro - si è impossessata del calcio al punto da permettersi di ordinargli di giocare di notte d'inverno e a mezzogiorno d'estate, in qualunque giorno della settimana. Aborro questo calcio venale che, smaltita l'interminabile sequela del sequestro dei migliori attori in funzione televisiva, obbliga la carta stampata a svolgere l'umiliante lavoro di rimasticamento dei reduci strettamente indicati dalle Società. Sportivamente parlando, disapprovo il Comitato Tecnico della Sampdoria che ha freddamente deciso - riuscendovi - di far fuori Cassano. Dopo le scuse ampiamente presentate in molte salse dall'imperdonabile reo la cui becera esplosione fu figlia del disagio di sapersi nel mirino (nel suo gergo svitato, urlava a suocera-Presidente affinché nuora-Comitato intendesse), a parziale sanatoria della maleducazione dello scugnizzo di Barivecchia e forte monito a futura memoria sarebbero bastati la multa da un milione di euro sollecitata dallo stesso Antonio e un mese di sospensione per ripensamento cautelativo. So per certo che i compagni del «reprobo» che contano, a cominciare da Pazzini e Palombo, sono in cuor loro dispiaciuti di non poter più contare sul decisivo apporto del suo genio in campo. Sono perfettamente d'accordo con il presidente Riccardo Garrone quando dice: «Se non potremo costruire lo stadio di proprietà, noi azionisti di riferimento della Sampdoria smetteremo di coprire i disavanzi di gestione». In prospettiva di un calcio ambizioso il Ferraris ha un presente ridotto al lumicino e zero futuro.
Allora, giunti alla breve sosta invernale esploriamolo un poco questo futuro che si rimostrerà dall'alto nel giorno dell'Epifania (ore 15.00) con gli incontri di cartello Genoa-Lazio e Palermo-Sampdoria, senza capitan Marco Rossi squalificato per un turno.
La classifica è buona. Ventitré e 21 punti rispettivamente conquistati in 16 partite, parte sinistra del tabellone, 8° posto per la Sampdoria e 10° per il Genoa: considerato il valore nettamente superiore delle Sette Sorelle che ci precedono, io dico che va bene così. Guardando all'Udinese che fa da cuscinetto tra Samp e Grifo e come minimo alla Fiorentina che sta sotto, ragionando a cervello freddo c'è da chiedersi con un pizzico di apprensione se sia più facile guadagnare qualche posto in classifica o perderlo. Sicché è giudizioso chiedere qualche rinforzo cautelativo al mercato di gennaio. Intanto la Sampdoria ieri ha ufficializzato il divorzio sia da Cassano sia dal direttore generale Sergio Gasparin.
Alla Sampdoria occorrerebbe intanto l'acconcio terzino destro che manca dal dì che Campagnaro prese la via di Napoli: tant'è che col solo concorso complementare di quel Campagnaro lì Palombo e compagni avrebbero sicuramente disputata la prestigiosa fase a gruppi di Champions League (con ampia visibilità per tutti e decisivi introiti per la Società) e non sarebbe scoppiata la bomba Cassano. Eppoi, naturalmente ci vorrà un accettabile surrogato di Cassano, che se ripenso alla sua vicenda quasi non ci credo. Felicemente Cassano si sentiva ormai certo del favore del citì Prandelli nei propri confronti in chiave azzurra. Beatamente Cassano era fresco reduce dalla gagliarda prestazione sua e dell'intera Sampdoria a San Siro nerazzurro. E che accadde? Che lui, riconosciuto maestro di autogol extracalcio, sventuratamente gridò «Vaffanculo!» all'indirizzo dell'unico personaggio cui avrebbe dovuto sempre e soltanto rivolgersi con parole dolci, il Presidente; e il Presidente gli rispose «Vai al Diavolo!»: e due mesi dopo non ti accade che Fantantantonio vada effettivamente al Diavolo, ma quello rossonero di Berlusconi che ha deciso di fare il verso al mortificante «triplete» 2010 dell'Inter, sbattutogli in faccia dal «cugino» Moratti? La speranza, in chiave blucerchiata, resta ora che la Dirigenza non si limiti a crogiolarsi nei 15 milioni di euro che risparmierà da qui al 30 giugno 2013, data in allora fissata per la scadenza in vita del contratto con Cassano.
Al Genoa occorre un centrocampista alla Juric, che manca da due anni; e semmai meglio due. Per il resto, se medici e preparatori offrissero la garanzia assoluta che per il girone di ritorno Ballardini potesse contare nuovamente su almeno tre elementi sani e in forma tra Palacio Sculli Palladino e Jankovic, andrebbe bene così. Ma con Preziosi al pezzo chissà quante e quali saranno le bordate rossoblu di mercato. D'altronde, ancora e sempre tanto di cappello sia a Preziosi sia a Garrone, che dopo averci consentito di tener alte le saracinesche dei due Club continuano a mantenerci all'onore del mondo. Ci sia semmai consentita la speranza che d'ora in poi la benzina super dell'abilissimo Preziosi movimenti i mercati con la solita accortezza ma minore vivacità e il gasolio di Garrone continui a fluire senza occlusioni nel condotto.