LA SAMPÒ RILEVA L’INDICE DI GRADIMENTO

Rimpianto unanimemente con forti dosi di nostaglia, il vecchio «indice di gradimento» sembra ora attraversare una nuova primavera. Lo si vuole riportare ai fasti di un tempo come strumento di accompagnamento ufficiale ai dati Auditel, in modo da offrire a tutti (pubblico e addetti ai lavori) un valore aggiunto qualitativo e più equilibrato con cui valutare i programmi televisivi, senza lasciarli in balia del solo dato quantitativo riferito all'ascolto. Intanto, in attesa che prenda corpo l'annunciata riforma dell'Auditel, l'indice di gradimento è diventato una rubrica televisiva settimanale condotta da Enza Sampò (martedì su Raitre, ore 11) all'interno del programma Cominciamo bene. L'idea è semplice: ogni settimana si affronta un argomento collegato con un «genere televisivo» (ieri era la volta delle inchieste giornalistiche, la settimana prossima sarà quello della tivù trash) e lo si discute mettendo a confronto chi la tivù la fa con chi la vede. I personaggi televisivi ospiti cambiano di settimana in settimana, mentre il campione rappresentativo dello «spettatore comune» è rappresentato da tre famiglie collegate rispettivamente da Roma, Napoli e Ancona, chiamate a dare i loro giudizi sulla tivù di oggi e sui suoi protagonisti. Da un lato è un primo passo per costringere gli addetti ai lavori a misurarsi con le valutazioni critiche (e i voti, come a scuola) dei telespettatori che hanno finalmente un piccolo spazio per esprimersi (a proposito delle inchieste giornalistiche non ne è uscito benissimo Santoro, mentre è andata decisamente meglio la «pagella» di Milena Gabanelli); dall'altro è anche un modo per indurre lo spettatore a tenere conto - attraverso il racconto degli addetti ai lavori - delle implicazioni spesso complesse riferibili alla costruzione di un programma televisivo. Cosicché i protagonisti della tivù imparano un po' meglio a conoscere come si forma il giudizio degli spettatori, e questi ultimi vengono a sapere un po' di più dei meccanismi televisivi a tutto vantaggio dell'affinamento consapevole del loro spirito critico. Enza Sampò dirige il traffico dei pareri e delle spiegazioni con la consueta classe, e si può stare certi che sarebbe tra i principali beneficiati dal ventilato reintegro dell'indice di gradimento. Qua e là si lascia scappare momenti di divertita sincerità, come quando ha ricordato che ai suoi tempi aveva il 97 per cento di gradimento eppure «non mi capacitavo di quel tre per cento mancante e avrei voluto incontrarlo!». È anche l'unica donna della tivù che si consente di ricordare con un sorriso a Pippo Baudo che «io faccio televisione da più tempo di te», anteponendo l'orgoglio della militanza professionale a qualunque tipo di prudenziale timidezza anagrafica.