«Una Sampdisastro Cavasin la ciliegina: ho avuto la sfortuna di averlo allenatore»

GenovaLa fascia blucerchiata al braccio l’ha portata negli anni dello scudetto. Ma i colori gli sono rimasti dentro. Luca Pellegrini, bandiera della Sampd’oro di Paolo Mantovani, questa retrocessione non l’ha certo vissuta da ex.
«No, anzi, l’ho vissuta come tutti gli altri tifosi blucerchiati, al di là del fatto di essere stato il capitano. Provo le stesse loro amarezze, delusioni».
E rabbia?
«La rabbia è per l’atteggiamento della squadra, che ha confermato anche in questa ultima domenica quel che già si vedeva, cioè che la cosa sembrasse scivolargli addosso, eccezion fatta per il capitano Angelo Palombo».
Veramente i tifosi non sembrano teneri neppure con lui. Qualcuno sui siti parla di lacrime finte.
«Questo non lo so. Se fossero davvero finte gli consiglierei di smettere col calcio e fare l’attore. Sarebbe bravissimo e la sua carriera sarebbe più lunga. Comunque è stato l’unico ad andare sotto la gradinata Sud, gli altri ce li hanno dovuti portare. Solo il tempo potrà dimostrare chi ha ragione. A caldo si rischia di farsi scappare parole di troppo. Boskov diceva sempre di parlare a mente fredda».
L’arrivo di Cavasin in panchina è stato solo l’ultimo errore della stagione?
«Questa stagione è stata tutta un disastro. Cavasin è stata la ciliegina avariata su una torta nata male».
Era prevedibile?
«Quando fu annunciato l’arrivo di Cavasin andai a SampTV, la televisione della società, a fare un quadretto molto chiaro di chi si erano messi in casa».
Durissimo...
«Avevo avuto la sfortuna di averlo come allenatore. E poi il suo curriculum parlava da sé. A differenza di quello che ha più volte detto Edoardo Garrone, il figlio del presidente, secondo me qualcun altro c’era».
Colomba, ad esempio?
«Il Parma aveva più qualità e più stimoli della Samp, non mi riferivo a Colomba. Avrei scelto Gigi Cagni, che conosce l’ambiente, ha l’esperienza giusta».
La società è la prima responsabile?
«Mai come questa volta vale il detto chi più spende meno spende».
La città ha reagito tutto sommato in maniera composta. Anche da parte genoana.
«Ho visto mail, messaggini, interventi sui siti dei quotidiani e dei tifosi. Alcune anche molto belle e ironiche. Finché si resta a questo livello non c’è che da essere contenti. Carina anche una risposta dei tifosi blucerchiati che più o meno diceva “Con la Samp anche a Gubbio senza dubbio” in risposta a qualche genoano».
Nessun dramma per la città?
«Beh, avere due squadre in serie A era senz’altro molto utile alla città. Questa città, che sta andando male in tutto, almeno con il calcio si toglieva qualche soddisfazione».