Sampdoria contro Reggina, ma la testa è all’Olimpico

Una pura formalità. Basterebbe prendere in prestito il titolo di un non troppo fortunato noir di Giuseppe Tornatore per riassumere in una sola locuzione quanto conti per la Sampdoria l'anticipo di questo pomeriggio contro la Reggina. A quattro giorni da una finale di Coppa Italia che manca da queste parti da quindici anni esatti, è facile comprendere come la sfida di Marassi tra blucerchiati e amaranto (calcio d'inizio alle 18, arbitra Matteo Trefoloni di Siena, assistenti Biasutto e Griselli, quarto uomo Baracani), valida per il trentacinquesimo turno di campionato, assuma un valore - e alquanto cospicuo - soltanto per i calabresi di Nevio Orlandi.
Ultimi in graduatoria a quattro turni dal termine ma più che mai vivi nella bagarre-salvezza, il genovese - e sampdorianissimo - Puggioni e i suoi compagni sembrano avere ancora qualche chance per compiere l'ennesimo miracolo in riva allo Stretto. La voglia c'è, l'entusiasmo, dopo il successo corsaro sul campo del Bologna, pure e faranno carte false per uscire anche da Marassi col bottino pieno.
Il Doria, dal canto suo, la chance cruciale della propria stagione, se l'è guadagnata in Coppa, conquistando Roma, la finale dell'“Olimpico”, la possibilità di giocarsi l'accesso alla nuova Uefa Europa League e il sogno di finire a Pechino per contendere all'Inter di José Mourinho (sempre se vincerà lo Scudetto...) la Supercoppa Italiana.
Ecco perché l'ex di turno Walter Mazzarri, proprio in vista della partitissima contro la Lazio, opporrà al suo recente passato una formazione assai rimaneggiata. In molti, difatti, staranno a guardare. È certamente il caso di Pietro Accardi, fermato nel corso della rifinitura di ieri da una botta alla caviglia destra; è il caso di Stefano Lucchini e Paolo Sammarco, sulla via della guarigione dai rispettivi guai fisici ed entrambi speranzosi di poter recuperare mercoledì; e pure dello squalificato Hugo Campagnaro. Per il resto, in difesa dovrebbe trovare spazio il trio formato da Stankevicius, Gastaldello e dal redivivo Ferri, senza escludere Antonio Mirante, che potrebbe avvicendare tra i pali il numero 1 Castellazzi. Andrea Raggi, reduce da qualche acciacco di troppo, sembra destinato alla panchina al pari del baby Regini mentre, per quanto concerne la linea mediana, toccherà con tutta probabilità a capitan Palombo accomodarsi a bordocampo per risparmiarsi fiato e gambe, con Franceschini costretto invece agli straordinari al fianco di Delvecchio e Dessena. Se sulle fasce non paiono esserci dubbi - Padalino a destra, Ziegler a sinistra, Pieri in panca e Mustacchio a scalpitare -, là davanti l'unica certezza è rappresentata dal secondo impiego casalingo consecutivo da titolare per Guido Marilungo. Al fianco del golden-boy marchigiano, autore all'esordio dal primo minuto contro il Cagliari di una memorabile doppietta sotto la Sud, si giocano una maglia Antonio Cassano e Giampaolo Pazzini. Strano a dirsi, ma è così. Si prevede dunque una staffetta per le due punte di diamante blucerchiate, quei «Gemelli del gol» a secco in coppia da quasi un mese (11 aprile scorso, Lecce-Samp 1-3) e smaniosi di riprendersi la scena. Non tanto oggi, ma tra quattro giorni nella Capitale, per quella che sarà tutto tranne una formalità.