Sampdoria da oggi in ritiro, i tifosi beccano la squadra. Garrone: «Restiamo»

«Società assente, squadra senza palle». Lo striscione dei tifosi della Sampdoria – ieri a Bogliasco, nel day after dopo la sconfitta nel derby – è stato sin troppo eloquente. Ora è davvero difficile non parlare di contestazione aperta. Eppure proprio ieri – dopo un vertice nella sede della Erg – sono arrivate in realtà notizie tutto sommato confortanti sul futuro della Sampdoria. Il presidente Riccardo Garrone, insieme al figlio Edoardo, ha incontrato il management della società (Guastoni, Tosi, Marino, Spitaleri e Marangon), ribadendo all’intero staff la massima fiducia e soprattutto confermando l’impegno per investimenti futuri «per riportare la squadra nelle zone di classifica che competono alla Sampdoria».
In sostanza, Garrone – oggetto persino di sputi da parte di un gruppo di tifosi in tribuna superiore, mercoledì sera dopo la sconfitta contro il Genoa – non si è disamorato, non vuole mollare e lancia un messaggio chiaro ad ambiente e tifosi: questa stagione sciagurata passerà agli annali come «di transizione», l’unico obiettivo sarà la salvezza. E poi, nella prossima stagione, Garrone invece di lasciare, vuole rilanciare: un impegno per investire sulla Sampdoria che contraddice le parole dello stesso Garrone, qualche settimana fa («La mia avventura finirà, se il bilancio della Sampdoria non sarà sempre in attivo»), ma che di certo ha un sapore dolce per i tifosi blucerchiati. La proprietà vuole mantenere la squadra quantomeno intorno all’ottavo posto, come media. La stessa delle ultime stagioni. Col picco positivo dell’anno scorso (quarto posto e preliminare Champions) e l’esperienza negativa di quest’anno: la salvezza, a 30 punti, è ancora tutta da conquistare e la squadra appare davvero in difficoltà. Intanto è stata confermata anche la fiducia a Mimmo Di Carlo, nonostante la crisi di risultati e le parole di mercoledì sera in conferenza stampa, in cui il mister ha dato la colpa – a chiare lettere – all’atteggiamento dei giocatori. Parole che non sono piaciute a gran parte della tifoseria.
L’ allenatore, il cui esonero era stato chiesto proprio dai gruppi della sud con una nota ufficiale, ha perso nettamente la sfida col collega Ballardini e, più in generale, non sembra più trovare il bandolo della matassa. A lui vanno riconosciute tante attenuanti, se non altro per gli addii di Cassano, Pazzini e soprattutto del d.g. Gasparin, ma forse, se dovessero arrivare altre sconfitte, potrebbe anche essere troppo tardi per cambiare guida tecnica. Di certo, alla squadra farà bene – in questi giorni – cambiare aria. La Sampdoria si allenerà ancora oggi pomeriggio al «Mugnaini» e poi già da stasera sarà in ritiro in Toscana, in vista della gara di domenica con la Fiorentina (arbitro Rizzoli di Bologna), che i doriani a questo punto non possono davvero fallire. Un ritiro anticipato, forse «punitivo», che potrebbe aver chiesto (ed ottenuto) lo stesso Di Carlo, per dare una scossa ad una squadra con parecchi limiti e che fa parecchia fatica a seguirlo.
La prestazione dell’altra sera è stata davvero negativa. E certo le responsabilità non possono essere addossate solo sulle spalle di un Macheda comunque impresentabile (di certo meglio il giovane Zaza nel finale). Tra l’altro, in vista di Firenze resta in forte dubbio Biabiany e non dovrebbe recuperare neppure Gastaldello. Piove sul bagnato, dunque. Ora che non ci sono più Cassano e Pazzini, iniziano anche a mancare i sostituti dei «big». E la serie B non è poi così lontana.