La Sampdoria ringrazia i tifosi sognando l’Old Trafford

Emmanuele Gerboni

Vi piacerebbe l’ Old Trafford? Non sarebbe male andare laggiù, dove c’è storia e gloria, tradizione e blasone. Potrebbe capitare quando la Coppa Uefa girerà pagina, aspettate i sedicesimi di finale quando saranno trentadue in gara e parteciperanno pure quelle eliminate dalla Champions League. Potrebbe finire anche così: si potrebbe andare proprio nel tempio dei Diavoli Rossi, a casa di quel Manchester United che ha scritto tante volte il suo nome nell’albo d’oro del football mondiale. Roba da perderci la testa, troppo bello. Vai là, loro saranno più forti ma se ci fosse l’impresa? Partite così, poi, le racconti ai nipoti e ti rimangono stampate in testa tutta la vita. Senti già le parole, siamo in collegamento con l’Old Trafford. Fantasia? Forse. Saluti a Goteborg, la cartolina imbucata dalla Samp è stata bellissima. Vittoria, tre punti, la qualificazione più vicina. Ma non bisogna pensare anche a quello che succederà dopo. I blucerchiati sono in rampa di lancio, mercoledì c’è l’Herta Berlino. Il successo in Svezia ha dato slancio e fiducia, nessuno vuole fare calcoli. «Basteranno due pareggi? Non bisogna pensare a queste cose, dobbiamo vincere e basta per essere tranquilli», parola di Emiliano Bonazzoli. La Samp non si vuole più fermare e se dovesse passare il turno ci sarebbe quella possibilità. Come? Sono otto gironi di Coppa Uefa, passano le prime tre. Vuol dire 24 squadre, aggiungete altre otto formazioni: ovvero le terze classificate nei gironcini di Champions League. Saranno scontri diretti, andata e ritorno. E si procederà all’abbinamento delle 32 squadre attraverso un sorteggio. Ma c’è un criterio ben preciso. Saranno nella stessa urna le prime e le terze della Coppa Uefa, mentre le seconde verranno affiancate a quelle uscite dalla Champions League. E tra queste, fino ad ora, trovi davvero nomi da urlo. Betis Siviglia, Rosenborg e Bruges: prestigio e incassi, fascino e tradizione, già retrocesse ai sedicesimi, perchè matematicamente terze nei rispettivi gironi di Champions. E persino il Manchester che potrebbe finire nel calderone. Qualcosa d’importante. Storia che sarà, ma c’è anche il presente da vivere.
Ieri si sono allenati a Bogliasco Soddimo, Foti, Pavan, Kutuzov, Zamboni, Zauli, Borriello, Castellini ed i portieri Castellazzi, Antonioli, Di Gennaro. Per gli altri solo piscina (mentre Gionata Mingozzi è stato sottoposto ad un piccolo intervento). Il presente si chiama Cagliari. Ultimo posto in classifica, problemi assortiti, crisi assoluta. Ma sono queste le partite difficili. Tu non puoi sbagliare, gli altri hanno pochissimo da perdere. Attenzione, Walter Novellino lo ha già detto ai suoi allievi. E ieri lo ha spiegato anche Bonazzoli, guai a sottovalutare i sardi: «Hanno cambiato allenatore, cercheranno di metterci in difficoltà davanti alo loro pubblico. Ma noi vogliamo continuare questa striscia positiva, e quando arrivano i risultati la stanchezza non si sente proprio ». I numeri del Cagliari sono impietosi, è la formazione che ha segnato con il minor numero di giocatori (appena 4). Altre notizie. Il Cagliari non vince da 22 partite, il record più nero. Per ricordare l’ultima vittoria, bisogna sfogliare il calendario fino allo scorso marzo. Cagliari vuol dire anche festa garantita per Francesco Flachi. Quando vede i sardi, non sbaglia quasi mai. Sono proprio gli isolani il suo secondo bersaglio preferito. E ci proverà anche domenica. Non è andato bene in Svezia il numero dieci blucerchiato, non ha gradito per niente la sostituzione ma Novellino dovrebbe confermargli la fiducia ancora una volta. Mentre c’è ancora da decidere qualcosa in difesa. Giulio Falcone si è comportato discretamente a Goteborg. Non era facile su quel terreno di gioco. Ma c’è anche un Luigi Sala che sta andando molto bene. La difesa blucerchiata ha chiuso la porta da 230’ minuti in campionato, un bel segnale dopo i problemi di inizio campionato. Mentre ci sarà sicuramente la conferma di Aimo Diana, ancora un gol per il centrocampista azzurro. E si scopre anche un dato curioso. Gli eroi di Goteborg non sono stati proprio eroi per caso. La Samp in campionato ha segnato 23 reti, ben 13 sono state realizzate da loro tre: Bonazzoli (che si prepara a superare il record di gol in serie A raggiunto l’anno scorso con la Reggina), Volpi e Diana. Per i due centrocampisti, tre sigilli a testa. Bene, benissimo a Goteborg. E se ci fosse il bis a Cagliari? Si vedrà. Intanto, cento tifosi blucerchiati hanno confermato che l’amore per la Samp non ha distanze. Tremila e più in Svezia, un centinaio di fedelissimi (i biglietti già venduti) anche in Sardegna. E la società blucerchiata ha voluto ringraziare ufficialmente i supporter doriani che hanno voluto abbracciare forte la squadra in Scandinavia. La Samp avrebbe anche un altro modo per stringergli la mano. Tutti all’Old Trafford, vi piacerebbe?