Sampdoria, solo otto minuti per riempire la gradinata Sud

Federico Casabella

Otto minuti: è quanto è bastato alla Sampdoria per polverizzare le ultime 150 tessere rimaste disponibili per la gradinata Sud. Dalla prima mattinata di ieri code si sono formate fuori dalle ricevitorie Lottomatica a Genova e solo i più mattinieri sono riusciti ad accaparrarsi gli ultimi tagliandi. La vendita libera della prossima stagione per gli altri settori proseguirà fino a venerdì 18 agosto.
L'euforia dei tifosi blucerchiati si respira anche a Moena, dove la Samp resterà in ritiro fino al 2 agosto e dove è già stata raggiunta da gruppi di supporters che stanno cominciando a prendere confidenza con i volti nuovi di questa Sampdoria. Oltre che dalla curiosità verso una squadra quasi completamente rinnovata, cresce anche la speranza di essere un'altra volta protagonisti in un campionato "monco" di squadre blasonate come Juventus, Fiorentina e Lazio che potrebbero creare le condizioni giuste affinché la Sampdoria possa raggiungere obiettivi ambiziosi e solo sfiorati nel recente passato.
La nuova rosa è il giusto mix tra giovani e senatori che costituiscono la spina dorsale della squadra guidata da Walter Novellino. Ci sono i "vecchi" Flachi e Volpi, i giovani esperti della categoria come Franceschini, Terlizzi e Bonanni e i giovanissimi aggregati al gruppo dopo l'esaltante stagione della squadra Primavera. Tra questi ultimi il "pupillo" del tecnico Walter Novellino è sicuramente Paolo Castellazzi. Il 19enne centrocampista è arrivato alla Sampdoria nell'agosto scorso dopo la liquidazione del Torino, società nella quale ha svolto le giovanili, e si è ritagliato un posto fisso nella squadra guidata da Attilio Lombardo. Le sue caratteristiche e la sua personalità in campo hanno spinto Monzon a portarlo spesso, durante la settimana, ad allenarsi con la prima squadra. Nelle ultime giornate si è anche visto convocare con Flachi e compagni e nella gara conclusiva di campionato contro il Lecce ha anche sfiorato l'esordio che Novellino annunciò in settimana ma di cui poi non fu buon profeta, visto che fece giocare Dalla Bona.
Nessuna fretta per Castellazzi che vuole fare le cose per gradi: «Essere qui è già un traguardo: è una bella esperienza - racconta -. Significa che la società ha creduto in me dopo la scorsa stagione». Una bella cavalcata quella della primavera sampdoriana nello scorso campionato. Un'avventura che si è interrotta solo nella semifinale contro la Juventus: «È stato un gran campionato, peccato non averci creduto fino in fondo- si rammarica -. Se con la Juve ci avessimo creduto un po’ di più...». Ora il pensiero è alla stagione che è alle porte e al suo ruolo in questa Samp: «Sono qui per imparare. Voglio apprendere tutto quello che mi è possibile da un campione come Volpi - spiega -. Non devo andare chissà dove per trovare un giocatore a cui un giovane si deve ispirare. È lui il modello da seguire: per come gioca, per come sta in campo». Parole di stima anche per il tecnico: «Novellino è uno che ti segue sempre. Ti prende da parte, ti parla, ti aiuta a capire come affrontare il lavoro. Insomma, è l'allenatore giusto per imparare».
Ieri seduta mattutina agli ordini dell'allenatore in seconda Giuseppe Degradi e di Ciccio Pedone, quindi parte atletica affidata al professor Sassi e pausa pomeridiana. Questa mattina si ricomincia agli ordini di mister Novellino.