La Sampdoria vince lo scudetto, ma è quello del bilancio

Dopo anni di passivo, che risalgono ancora alla vecchia gestione della famiglia Mantovani, il bilancio della Sampdoria è tornato in attivo. Ieri nel tardo pomeriggio si è svolto il consiglio di amministrazione che ha approvato i conti della passata stagione e a sorpresa, ma non troppo, sui fogli della società è tornato il segno più. Del resto che la presidenza di Riccardo Garrone sia particolarmente attenta a spese ed entrate della società è cosa nota e adesso, oltre ad una campagna acquisti che si era chiusa in estate con un surplus di un milione di euro, anche i conti sono tornati finalmente a posto: «L'Unione Calcio Sampdoria - si legge nel comunicato - comunica che il Cda della scrivente ha approvato il bilancio di esercizio chiuso al 31 dicembre 2006 che presenta un risultato positivo, ante imposte, di 2,7 milioni di euro. Il patrimonio netto è di 16,4 milioni di euro contro 11,8 milione dell'esercizio precedente. Il valore dei "diritti prestazioni calciatori" (il valore dei cartellini ndr) è pari a 20,2 milioni di euro, mentre la posizione finanziaria netta è di equilibrio. Il conto economico presenta significativi incrementi nei ricavi ed una contrazione dell'incidenza del lavoro del 6 per cento rispetto l'esercizio precedente».
Una vittoria, certamente la più importante della nuova dirigenza che cinque anni fa acquistò la Sampdoria, anche perché il club blucerchiato è l'unico a poter vantare un bilancio in attivo, insieme, tra tutte le squadre del campionato, soltanto al Torino. E poi, a questo punto, non è nemmeno una questione di valori di giocatori che scendono in campo, visto che comunque, nonostante la campagna acquisti non faraonica, la squadra di Walter Novellino si trova attualmente all'ottavo posto, potendosi giocare, grazie anche ad un campionato incolore delle altre pretendenti, un posto in zona Uefa.
Insomma, i conti alla fine stanno tornando, aiutati anche da un particolare non trascurabile: alcuni colpi messi a segno in estate che tranquillizzano il club anche per la prossima stagione. Il primo si chiama Fabio Quagliarella, oggi alla sua prima in azzurro (avrà la maglia numero 15) e acquistato a costo zero e che ora vale una pioggia di milioni. Se dovesse essere ceduto, calcolata anche la comproprietà, la Samp si ritroverebbe con almeno sei milioni di euro da rinvestire, o nel bilancio o nella prossima campagna acquisti. Poi ci sono Accardi e Maggio che sono due scommesse vinte (il primo è tutto della Sampdoria, mentre sul secondo si ingaggerà una lotta per riscattarne la metà), oltre ad Angelo Palombo: «La Roma - ha detto l'amministratore delegato Beppe Marotta - sta seguendo, oltre a Quagliarella, anche Palombo». Paradossalmente, quindi, persi Diana e Pisano ora la Samp ha maggiore potere d'acquisto, e di cessioni, per il prossimo mercato.
Intanto la squadra ha ripreso ieri gli allenamenti. Scongiurata l'operazione al dito per Emiliano Bonazzoli che è sceso in campo con un tutore che gli permetterà di giocare domenica con il Chievo, mentre Terlizzi potrebbe riacquistare la condizione con la Primavera. Falcone, dopo il rosso contro il Palermo, è stato squalificato solo per una giornata.